18 Settembre 2002

Prezzi, i ristoratori dicono no

Prezzi, i ristoratori dicono no

La grande ristorazione ha deciso di non prendere impegni ufficiali contro il caro euro: “Sarebbe ingestibile dal punto di vista operativo“, spiega Stoppani. Ma il Comune prosegue con le trattative.

MILANO – Davanti alle proposte di Comune e Regione, la categoria dei ristoratori fa un passo indietro. I pubblici esercizi, come viene ufficialmente confermato dalle pagine del Corriere della Sera, hanno deciso di non aderire alla proposta di mantenere i prezzi invariati fino alla fine dell?anno.

E? proprio il presidente dell?Epam, Lino Stoppani, a confermare la linea della categoria: ?Promettere un congelamento dei prezzi è impossibile, sarebbe ingestibile dal punto di vista operativo. Come presidente della categoria, posso impegnarmi in un?opera di sensibilizzazione. Saranno poi i singoli esercenti a decidere?. Stoppani chiarisce anche il perchè della decisione: ?L?euro ha colpito duro anche noi: le materie prime della ristorazione sono aumentate del dieci per cento, per non parlare degli affitti?.

Ma Palazzo marino sembra gettare acqua sul fuoco. ?La posizione dei ristoratori non mi preoccupa ? precisa l?Assessore al Commercio, Roberto Predolin ? molti bar e ristoranti stanno aderendo singolarmente alla proposta di eliminare il coperto. E noi continueremo a discutere con la grande distribuzione?.

Al Pirellone, intanto, si è arrivati a un accordo per frenare il caro euro. Anche qui, però, non mancano le frenate: il Codacons, infatti, non ha firmato l?accordo, considerandolo ?un impegno tardivo e poco concreto?. Ma Formigoni insiste e sottolinea il provvedimento più importante: un sistema di misurazione dei prezzi che indicherà in quale punto della filiera avviene il rincaro più forte, per ?arrivare a tabelle dei prezzi ottimali, in grado di fornire ai consumatori degli utili riferimenti di prezzo?.

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