14 Febbraio 2013

Prezzi gonfiati ai turisti bufera sui gondolieri «Ora pene più severe»

Prezzi gonfiati ai turisti bufera sui gondolieri «Ora pene più severe»

        

VENEZIA – La neve cominciava già a scendere, in centro storico. Ma loro, armati di ombrello, si sono finti turisti temerari, sono saliti a bordo, e hanno provato a chiedere i prezzi per un giro in gondola. E lo hanno fatto più volte. La tariffa standard prevede 80 euro per 40 minuti (più 40 euro ogni 20 minuti aggiuntivi), ma ai finti turisti, che in realtà erano operatori e comparse di Striscia La Notizia, nessuno dei gondolieri interpellati ha risposto così. Qualcuno ha chiesto 80 euro per soli 30 minuti di «navigazione» (poi diventati addirittura 25, accorciando il giro), qualcun altro 120 euro per un’ ora, fino ad arrivare a 300 euro per un’ ora e mezza o 200 euro per 60 minuti, chiesti pure con il saldo in anticipo. Una denuncia, quella di Striscia (nella puntata di martedì 12 febbraio), che ha mandato su tutte le furie ieri, l’ assessore al turismo del Comune di Venezia ma anche i rappresentanti dell’ Istituzione gondola e dell’ Associazione dei bancali veneziani. Quello che ci si trova di fronte, infatti, guardando il video è l’ ennesimo smacco, l’ ennesima messa a nudo dei raggiri che i turisti, nella città lagunare, sono spesso costretti a subire. Soprattutto, l’ ennesimo «dito nella piaga» per una categoria, che continua a chiedere distinguo ma tra i singoli comportamenti ma continua a finire sotto i riflettori per i soliti motivi (lo stesso Moreno Morello di Striscia la notizia, era venuto in passato proprio a Venezia, mettendo in luce in un video analogo lo stesso problema). «Pochi furbetti non possono pesare su un’ intera categoria – ha detto ieri Aldo Reato, presidente dell’ Associazione dei bancali – domani (oggi ndr) avremo un’ assemblea dei soci e cominceremo a discutere dei provvedimenti possibili. Noi abbiamo la possibilità di stabilire soltanto un primo stop di 5 giorni, a decidere le sanzioni più pesanti infatti sarà la commissione di disciplina, ma vogliamo che sia chiara fin da subito la nostra posizione. Operazioni di questo tipo rovinano l’ immagine di Venezia e vanno punite severamente». Come accadde l’ anno scorso, dopo una denuncia analoga, il leitmotiv di ieri è stato dunque uno soltanto: pene esemplari per i furbetti. A chiederle sono stati un po’ tutti. Dall’ assessore al turismo del Comune di Venezia Roberto Panciera che ha preteso «pesanti sanzioni pecuniarie e sospensioni temporanee delle licenze» per evitare il perpetrarsi di casi di questo tipo, evidentemente non così isolati, che gettano discredito sulla città e sulle sue tradizioni, al Codacons che ha puntato invece dritto dritto alla revoca definitiva della licenza per i cinque in questione. A decidere del futuro dei gondolieri «furbetti», sarà però la commissione di disciplina che potrebbe stabilire sanzioni pesanti, come la sospensione temporanea della licenza fino a sei mesi fino alla revoca definitiva della licenza stessa (che però solitamente viene attuata solo in caso di aggressione fisica). E, dulcis in fundo, ieri, il presidente dell’ Istituzione Gondola, Nicola Falconi vista la complessità della situazione, ha deciso di aprire la prossima seduta di cda (straordinaria) al sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, agli assessori alla mobilità Ugo Bergamo e al turismo Roberto Panciera. Il motivo? Dare vita ad una task force anti furbetti. «Ho deciso di farlo perché il problema va affrontato una volta per tutte – spiega Falconi – il fatto è successo già molte altre volte in passato e in quel caso i gondolieri avevano scelto la strada dell’ autodisciplina. I «furbetti» si erano autodenunciati, ed erano stati sanzionati, ma evidentemente non è bastato. Penso che a questo punto l’ autodisciplina non basti. Credo che serva una task force dell’ ente, in cui finti turisti affianchino il lavoro dei vigili urbani andando a controllare che le tariffe ufficiali vengano rispettate, tenendo costantemente monitorato il fenomeno». Come a dire: ci rimette l’ immagine di tutta la città. Troviamo (tutti insieme) un modo per uscirne. E per evitare, verrebbe da aggiungere, figuracce di questo tipo, proprio in un periodo, come quello di Carnevale, in cui tutti i riflettori del mondo e non solo quelli della trasmissione televisiva, sono puntati su Venezia. Alice D’ Este.
        

 
       

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