12 Gennaio 2013

Prezzi giù ma addio agli acquisti da Bologna a Palermo, ecco il tracollo

Prezzi giù ma addio agli acquisti da Bologna a Palermo, ecco il tracollo

ROMA – Calano i prezzi delle case, ma tracollano le compravendite. Nel terzo trimestre del 2012, come riferito ieri dall´Istat, i prezzi scendono del 3,2% su base annua, la riduzione più forte dall´inizio del 2011. Ma non abbastanza significativa per stimolare il mercato. Nello stesso periodo, difatti, gli acquisti sono precipitati del 26,8%, come certifica l´Agenzia del Territorio. Imu, stretta del credito, spread, crisi sono i principali indiziati dietro il «quadro drammatico», così definito dai costruttori dell´Ance. L´Abi (banche italiane) annuncia intanto l´apertura a breve di un tavolo con il ministero dello Sviluppo economico, la stessa Ance e la Cassa depositi e prestiti «per riattivare il circuito dei prestiti e far ripartire il settore immobiliare». GIÙ ANCHE LE CASE NUOVE Il precipizio su cui balla il mattone italiano è tutto in due cifre. Da una parte il prezzo delle case già esistenti, giù del 5,4% nel terzo trimestre 2012. Dall´altro quello degli immobili nuovi di zecca, in crescita dell´1,9%, ma solo rispetto al 2011. Nel complesso, appunto, meno 3,2%, il terzo e peggiore calo tendenziale registrato lo scorso anno (-0,2% nel primo trimestre e -2,1% nel secondo). Ma la spia del deterioramento arriva sul dato congiunturale, cioè terzo trimestre rispetto al secondo. In questo lasso temporale, anche i prezzi delle case appena uscite dal cantiere sono scivolati dello 0,2%, la prima diminuzione dall´inizio del 2010, ossia l´inizio delle serie storiche Istat. grande città Firenze è regina del calo dei prezzi: -6% registrato da Nomisma in ottobre, su base annua. Tra le grandi città, seguono Padova e Torino (-4,7%), Bologna (-4,2%) a un passo da Napoli (-4,1%), Milano (-3,9%) in linea con Genova (-3,8%). La capitale invece arretra “solo” del 3,5%, quasi in media nazionale. Troppo poco per scalfire un mercato del mattone ancora su livelli elevati. Le compravendite romane infatti precipitano del 27,5% in città e del 32,6% nel resto della Provincia, un terzo in meno dell´analogo periodo del 2011. Livelli simili a Milano e Firenze (-27%). Peggio Bologna (-30%). le cause Guardando ai primi nove mesi del 2012, i nuovi contratti sono in caduta libera: -19,6% nel primo trimestre, -25,3% nel secondo, -26,8% nel terzo. «L´Imu è uno dei motivi principali, oltre alla crisi generale», riferiscono gli operatori, lamentando che la contrazione tocca non solo le prime case, ma anche quelle acquistate per investimento e, da ultimo, pure il mercato del lusso. «Le famiglie sull´orlo del fallimento e tassate dall´Imu vogliono vendere le loro case, ma non trovano chi le compera», sottolinea il Codacons. «E dunque o le svendono o le tengono in attesa di tempi migliori». IL NODO DEL CREDITO Le banche poi non sono d´aiuto. «Se prima della crisi erogavano l´80% del valore dell´immobile, oggi il mutuo non supera il 60. E il reddito deve essere 4 volte la rata. Prima era 3». Per l´acquisto di un appartamento tipo da 90 metri quadri in zona semicentrale di una grande città «si è passati da 15 anni di stipendio necessari nel 2001 a 18,4 anni nel 2012», calcolano Adusbef-Federconsumatori. «Stiamo studiando in questi giorni misure per favorire l´acquisto delle abitazioni, riattivando l´offerta di mutui alle famiglie», ha promesso ieri su Facebook il ministro Passera. A giorni, l´incontro con Abi, Ance e Cdp, come conferma Giovanni Sabatini, direttore generale Abi: «L´obiettivo è trovare presto misure strutturali». Ma per vedere effetti del calo dello spread sui tassi dei mutui «ci vorrà del tempo».

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