6 Giugno 2004

Prezzi, frutta e verdura sull?altalena

Prezzi, frutta e verdura sull?altalena


Situazione migliore del 2003 ma negli ultimi giorni aumenti anche del 40%






PERUGIA – Dopo il raffreddamento riscontrato due settimane fa, su frutta e verdura tornano a soffiare venti di rincari. Colpa del maltempo e, quindi, di produzioni che, nonostante l?import non garantiscono un?offerta in linea con le richieste del mercato. Sono soprattutto ciliegie, patate e fagiolini a creare problemi alle tasche degli umbri, ma l?allerta è d?obbligo per l?intero settore, con prezzi che cambiano di settimana in settimana e, talvolta, giorno dopo giorno. Se paragonata allo scorso anno la situazione è decisamente migliore con i prezzi medi dell?ortofrutta inferiori sia alla produzione, che all?ingrosso ed al dettaglio. Ma le tensioni degli ultimi giorni rischiano di compromettere il quadro che si era fin qui formato. Per questo le associazioni dei consumatori tornano a mettere in guardia contro le speculazioni con un effetto annuncio che, anche per gli agricoltori, finisce per alimentare tale rischio.
Sul versante ortaggi freschi, nelle ultime settimane di maggio, l?osservatorio Ismea rileva riduzioni dei prezzi nelle prime due fasi del 15,5% (origine) e del 3,1% (ingrosso) mentre al dettaglio si è registrata una leggera ripresa (+2,2%). Rispetto all?anno scorso, si registra invece una riduzione del 9% su tutti e tre i livelli. Le principali tensioni riguardano cavolfiori (+36,3%), patate (+10%) e fagiolini (+12,3%). In discesa invece i prezzi di spinaci (-13%), melanzane (-10,2%) e carciofi (-7,9%). Dopo un periodo di calma torna a salire anche il prezzo della lattuga (+3,6%). «I prezzi restano eccessivi – fa notare Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – e anche nei mercati rionali non si trova verdura che costi meno di 1,40 euro al chilo». Ma le note dolenti arrivano dal banco della frutta, a cominciare dalle ciliege che quest?anno sono poche e care. Sono gli stessi agricoltori a parlare di annata negativa a causa delle piogge abbondanti ed eccezionali di aprile e maggio, con la Confederazione italiana agricoltori che parla di una riduzione della produzione, rispetto al 2003, del 50%, con l?Umbria, considerata una delle regioni di punta per tale coltivazione, che risulta una delle zone più colpite. Per le ciliege, l?osservatorio Ismea rileva per l?Umbria una quotazione media di 8,44 euro al chilo ma vengono segnalati prezzi anche superiori a 12 euro. «La produzione è scarsa e non pregiata – segnala un grossista di Perugia – ma il prezzo equo al dettaglio non dovrebbe superare i 10 euro».
E sui listini tornano i sospetti. Per la Cia, infatti, «i prezzi alti non sono determinati solo da cali di produzione ma anche da speculazioni alle quali gli agricoltori si dichiarano estranei». Rispetto a quanto accaduto un anno fa, anche i listini della verdura vengono tenuti sotto stretto controllo: «Non c?è motivo che giustifichi prezzi così alti in tale stagione», aggiunge la Falcinelli. L?associazione denuncia anche poca chiarezza nell?indicazione della provenienza dei prodotti, specie le primizie, e sulle offerte. «Serve più trasparenza sull?origine di pesche ed albicocche e sull?indicazione del prezzo al chilo quando la frutta viene venduta in confezioni». Così, anche una vaschetta di fragole a due euro può sembrare conveniente, salvo poi scoprire che è riferita a poco più di due etti di prodotto.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this