22 Agosto 2001

Prezzi, frenata ad agosto l`inflazione scende al 2,8%

Prezzi, frenata ad agosto l`inflazione scende al 2,8%


Sui dati delle città campione l`effetto petrolio ed il calo del dollaro. Scettici i consumatori

ROMA – Colpo d`arresto agostano dell`inflazione. I primi dati che giungono dalle dodici città campione segnalano un indice mensile dei prezzi al consumo pari allo zero e un tasso tendenziale in discesa al 2,8 per cento contro il 2,9 di luglio. Si tratterebbe, se i dati saranno confermati dalle stime definitive, del dato più basso degli ultimi cinque mesi.

Esprime soddisfazione il governo: «Il dato è in linea con le previsioni di rientro, quindi sono ottimista anche se con prudenza. Se non si muove il petrolio ha detto ieri il vice ministro dell`Economia Mario Baldassarri ci dovrebbe essere una continua discesa. Il rischio vero per la nostra inflazione è dovuto ai prezzi petroliferi, ma se si stabilizzano come sta accadendo l`inflazione calerà in tutta Europa». Quanto ai timori di possibili fiammate autunnali Baldassarri ha gettato acqua sul fuoco: «Un po` di spazio per i furbacchioni dopo le vacanze c`è sempre stato, ma non sarà abbastanza da creare rischi concreti».
A raffreddare l`inflazione di agosto, oltre alle caratteristiche di un mese solitamente «freddo» dal punto di vista dei prezzi, hanno contribuito il calo dei prezzi del petrolio e delle materie prime (che purtroppo sono anche il segno di un rallentamento dell`economia) ma negli ultimi giorni anche la rincorsa dell`euro che nell`ultimo mese ha recuperato circa il 10 per cento sul dollaro. Positiva anche la scomparsa del deleterio effetto «mucca pazza».
Il dato di agosto, che si lascia alle spalle il pericolo di una inflazione lanciata sopra quota 3 per cento, per il momento rappresenta un motivo di distensione tra le parti sociali. Il governo aveva infatti fissato nel Dpef a quota 2,8 per cento l`inflazione programmata e quota 1,7 per il 2002 tra le polemiche dei sindacati (che volevano un tasso più alto) e della Confindustria (che voleva un tasso più basso).

Il capo del centro studi dell`associazione degli industriali, Gianpaolo Galli, non ha mancato di rilevare che il «calo dell`inflazione premia chi ha firmato contratti che puntano sulla riduzione del costo della vita». «Si poteva essere più ambiziosi nel Dpef e indicare un tasso più basso ha aggiunto perché nei primi mesi del 2002 si arriverà al 2 per cento».

Prudenti i sindacati. Per Paolo Pirani, segretario confederale della Uil, «la guardia non va abbassata, anzi a settembre vanno presi provvedimenti atti a ridurre ancora l`inflazione». «Siamo in un trend che può essere definito sotto controllo ma la vera incognita ha spiegato Pierpaolo Baretta, segretario confederale della Cisl è che riguarda un dato estivo e quindi non riduce la preoccupazione per quanto può succedere alla ripresa autunnale». «Il dato è confortante ha commentato il segretario confederale della Cgil Giuseppe Casadio è importante intervenire sulle tariffe per evitare che a settembre ripartano».

Scettiche invece le associazioni dei consumatori, Codacons e Federconsumatori, secondo le quali il dato di agosto è «illusorio» perché in questo mese «sono diminuiti tutti i consumi della vita urbana».

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