Prezzi fermi, nessuno ci crede
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fonte:
- la Repubblica
Le associazioni dei consumatori polemizzano e chiedono di riattivare l`Osservatorio della Prefettura
Prezzi fermi, nessuno ci crede
La notizia, anche se buona, questa volta non convince. Polemiche e perplessità di questi giorni non si placano neppure a Torino dove i risultati delle rilevazioni Istat sui prezzi al consumo consegnano un indice immutato e una variazione del 2,2 per cento rispetto al mese di agosto del 2001. Meglio di quanto sta facendo il resto del paese, dove la percentuale media sale a 2,4, ma un segnale positivo che non riesce ad essere letto con ottimismo dai consumatori torinesi. Al punto che già da settembre potrebbe riprendere l`attività dell`Osservatorio prezzi presso la Prefettura, nove anni fa chiamato a vigilare in occasione della crisi petrolifera.
Secondo i dati ufficiali diffusi ieri dall`Ufficio statistica del Comune di Torino, il capitolo di spesa dove si è registrata la diminuzione più significativa (0,5%), è stato quello di alimentari e bevande non alcoliche. A incidere maggiormente sulla media generale il calo negli ortaggi, (4,5) e della frutta (0,1) che hanno assorbito il rialzo dei prodotti ittici (+ 0,8), di caffè e cacao (+ 0,3), di pane e cereali e latte, di formaggi e uova (+0,1). L`aumento maggiore (0,6 per cento) si è invece registrato per alcolici e tabacchi (0,9) e per i trasporti, un 0,3 complessivo (8,9 per i viaggi aerei e 0,5 per quelli in nave). Leggera diminuzione (0,5), invece, per i carburanti. Sostanzialmente invariati abbigliamento e calzature, abitazione, acqua, energia, combustibili, servizi sanitari, istruzione, spettacolo e cultura, mentre crescono di 0,2 le voci presenti nel capitolo Alberghi, ristoranti e pubblici servizi. Ancora più contenuto l`aumento per mobili, articoli e servizi per la casa che non va oltre un ridotto 0,1 per cento.
Alcuni rincari, motiva chi non condivide l`ottimismo dell`Istat, sfuggono del tutto alle rilevazioni, una per tutte il ticket sui medicinali che a Torino ha cominciato a pesare dal mese di aprile.
Per monitorare l`aumento dei prezzi nei mercati rionali sull`onda dell`effetto euro, nell`ambito del servizio Pronta estate del Comune, il Movimento Consumatori ha avviato quest`estate un Osservatorio sui prezzo nei mesi di luglio, agosto e settembre. In attesa dei dati conclusivi di agosto e soprattutto dei primi giorni di settembre, alcuni prodotti alimentari non risultano saliti di molto, mentre per altri si può parlare di vera e propria impennata. Due esempi in negativo: scarola e melanzane, che l`anno scorso costavano rispettivamente 4 mila lire e 2600 lire, a luglio di quest`anno sono comparse sulle bancarelle a 3 euro e 30 e a 1 euro e 80.
Altre associazioni a tutela dei consumatori ieri hanno denunciato un boom di chiamate ai loro sportelli. L`Adiconsum segnala il caso delle zucchine a 4 euro al chilo ai Mercati generali, mentre il Codacons mette l`accento sull`aumento di altri prodotti, non solo alimentari. Molti consumatori avrebbero indicato improvvisi e immotivati ritocchi al prezzo della benzina. «Nel paniere dell`Istat – è il commento del presidente della Federconsumatori Diego Calabrese – deve essere ricalcolato il peso degli alimentari ma occorrono anche altre modifiche. Ad esempio le spese scolastiche che riguardano gite o attività sportive. Due voci che incidono pesantemente sul bilancio familiare».
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