Prezzi fermi al 2,6\%, ma i consumatori insorgono
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fonte:
- Il Gazzettino
L`inflazione a luglio si attesta al 2,6\%. L`Istat conferma dunque i dati delle città campione. La variazione dei prezzi su base mensile è risultata pari a +0,2\%. Cala dello 0,1\%, rispetto a giugno, l`indice armonizzato Ue che tiene conto dei saldi e delle vendite promozionali ma resta al 2,9\%. Anzi, secondo Eurostat, il caro prezzi continua a rimanere ben superiore alla media dell`Unione europea. Il tasso medio annuo calcolato dall`istituto di statistica europeo, si è attestato nel 2003 al 2,8\% (con riferimento al mese di giugno) contro il 2,2\% di Eurolandia, il 2\% di Ue-15 e l`1,1\% della Germania.
Nel mirino i prodotti alimentari. C`è stata una accelerazione decisa negli ultimi tre mesi: dal 2,3\% di maggio, si è passato al 2,9\% di giugno e al 3,2\% di luglio. Hanno inciso, spiega l`Istat, gli effetti della siccità, soprattutto relativamente ai prezzi della frutta.
Su base mensile, gli incrementi più alti, dello 0,5\%, sono registrati dal capitolo trasporti (+2,0\% tendenziale), trainato dal prezzo della benzina, e dal settore alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+4,1\% tendenziale) a causa degli effetti stagionali.
E contro il carovita si riaprono le polemiche L`intesa dei consumatori scende di nuovo in piazza contro l`Istat e proclama il terzo sciopero della spesa per martedì 16 settembre. L`Istat, spiega in una nota l`Intesa dei Consumatori, «continua a prendere in giro la gente. Con equilibrismi riesce a rendere `stabile` il carovita nonostante gli aumenti di moltissimi generi di prima necessità, quali alimentari, bevande, frutta e verdura, benzina e gasolio, servizi bancari ed assicurativi, affitti, tasse locali, Ici, nettezza urbana ed un`altra sfilza interminabile di rincari come quello deciso dal ministro Lunardi che aumenta del 5\% le tariffe dei trasporti».
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