9 Giugno 2004

Prezzi, fa discutere la proposta di Berlusconi





?Sto pensando a un invito ufficiale ai commercianti perché facciano un gesto importante di riduzione di una certa percentuale dei prezzi di tutti i prodotti. E voglio chiedere anche un ulteriore gesto per i primi sei mesi del prossimo anno?: così il presidente del Consiglio Berlusconi dai microfoni di Radio Anch?Io, come soluzione contro il caro-vita.
Ma ai commercianti l?idea del premier non è piaciuta. Sentendosi chiamare in causa come responsabili, in pratica, della crescita troppo elevata dei prezzi (anche se l?Istat certifica che da mesi sono fermi al 2,3%) hanno risposto: le parole di Berlusconi sono solo un appello elettorale a pochi giorni dal voto, ma i colpevoli non siamo noi.
Marco Venturi, presidente di Confesercenti, ha dichiarato: ?Il premier sa che sul prezzo finale incidono i costi delle imprese. Sa che tasse e tariffe locali sono aumentate consistentemente (Ici +40%, rifiuti solidi urbani +45/82%, addizionale Irpef +137% ed aumenti altrettanto significativi per l`occupazione del suolo
pubblico); sa che gli affitti dei negozi sono aumentati del 10% in un anno; sa che l`aumento del prezzo del petrolio incide in modo rilevante sui trasporti e quindi sui prezzi delle merci; sa che i prodotti agricoli e quelli industriali sono aumentati in
modo significativo; sa infine che quest`anno chiuderanno altri 50.000 negozi?.
La Coldiretti fa invece sapere che i prezzi all?origine dei prodotti agricoli sono invariati rispetto allo scorso anno, e che addirittura si registra una diminuzione per prodotti come latte e derivati e carni bovine e di maiale.
?Il presidente Berlusconi chiederà ai commercianti di ridurre i prezzi nei prossimi mesi? ? è invece il commento di Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, l?associazione degli artigiani di Mestre – Speriamo faccia lo stesso anche con le banche, le compagnie petrolifere e le assicurazioni visto che le commissioni bancarie, la benzina e le tariffe RC auto sono aumentate in maniera molto maggiore del tasso di inflazione ed incidono in maniera più sostenuta delle zucchine sui bilanci familiari?.
La Legacoop invece fa sapere di aver anticipato la richiesta di Berlusconi: “stiamo già
praticando il blocco e la riduzione dei prezzi di molti prodotti alimentari nella nostra rete di vendita“.
Anche i consumatori hanno accolto con freddezza la proposta del presidente del Consiglio. Il Codacons respinge l?appello ad abbassare i prezzi come ?una colossale balla elettorale“. Il presidente dell?associazione consumatori, Carlo Rienzi (peraltro a sua volta candidato con la ?Lista consumatori?) si chiede come mai ?il Presidente del Consiglio non ha fatto lo stesso appello quando i prezzi salivano vertiginosamente riducendo il potere d`acquisto degli italiani??.
Stesso dicasi dell?Adusbef il cui presidente, Elio Lannutti, così commenta le parole di Berlusconi: ?un appello beffardo. L`inerzia del governo sui prezzi è costata 3.650 euro a famiglia, per un impoverimento complessivo di 76,65 miliardi di euro. A tre giorni dalle elezioni europee, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è finalmente accorto delle continue stangate subite dai consumatori impoveriti, non dall`euro, che ha messo al riparo l`Italia da una crisi e da un attacco valutario che l`avrebbero portata ai livelli dell`Argentina, ma dagli omessi controlli del governo, che ha consentito di sostituire le vecchie mille lire con un euro“.


Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this