18 Aprile 2010

Prezzi e tariffe: rincari senza freni

ROMAIn 13 anni è boom dei prezzi delle assicurazioni in Italia, tra i servizi l’ unica voce in calo è stata quella delle tlc, mentre tra i beni il maggior aumento si è registrato per il tabacco. I dati sono contenuti nel Quaderno dei prezzi del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’ economia di dicembre 2009. Assicurazioni campionesse di aumenti Dal 1996 al 2009 i prezzi delle assicurazioni in Italia sono aumentati del 131,3%, contro il +35,3% della zona Euro. Il nostro Paese conquista il primo posto in Europa staccando di gran lunga il Regno Unito al secondo posto con un rincaro del 78,6%, la Spagna terza con un +67,4%, la Germania quarta con +30,1% e la Francia ultima (+16,5%). Rilevante anche l’ aumento dei servizi finanziari che crescono sempre in 13 anni dell’ 89,9% (contro il 43% della zona euro), il quadruplo rispetto alla Francia (+22,2%). Peggio del Belpaese solo la Spagna con un +97,2%. A seguire tra le voci che lievitano, secondo il rapporto del Dipartimento del Tesoro, trasporto marittimo e navigazione interna, acqua potabile e rifiuti, che hanno un andamento superiore a quello medio della zona euro. Cresce anche l’ acqua L’ acqua potabile è cresciuta del 68,4% contro il 41% di Eurolandia, i rifiuti del 68,3% (+55,4% in Ue), i trasporti marittimi dell’ 86,2% (+47,2%). In rialzo anche gli affitti con un +49% contro il 28,1% della zona euro: l’ Italia è seconda solo alla Spagna (+72,9%). Sempre tra i servizi l’ unico settore con i prezzi in calo è quello delle telecomunicazioni, scese del 31,1%, con una flessione superiore a quella dell’ area euro (-27,4%). In Francia il calo è del 20,7%, in Germania del 31,9%, in Spagna dell’ 11,2% e nel Regno Unito del 22,7%. Tra i beni è invece in pole position l’ aumento del tabacco (+84,2%) che però è sotto la media dell’ Europa che vede una variazione cumulata dal 1996 al 2009 del +98,3%. Anche per l’ abbigliamento si registra un rincaro del 22,4%: si tratta di più del doppio dell’ aumento europeo (+8,9%); l’ aumento del prezzo delle calzature è pari al 29,8% contro il 18,1% dell’ Europa. Anche per i libri si spende di più rispetto alla zona euro (+34,2% contro +24,6%). Per gli alimentari invece lo stacco è minore: +32,6% in Italia contro il 30% in Europa. Da segnalare invece il dato dei prezzi dei carburanti e lubrificanti: in 13 anni sono aumentati del 36,1%, un rialzo molto più contenuto rispetto all’ area euro (+54,9%). Più in generale, infine, l’ indice armonizzato dei prezzi al consumo dal 1996 mostra un forte aumento per la Spagna (+42%) e per l’ Italia (+33%), entrambe sopra la media di Eurolandia (+27,8%). Sotto la soglia si trovano invece Francia (+23,4%), Regno Unito (+23,1%) e Germania (+21%). La protesta dei consumatori «I dati diffusi oggi, relativi agli abnormi incrementi delle tariffe avvenuti negli ultimi anni in Italia, dimostrano senza ombra di dubbio come il nostro Paese sia la pecora nera d’ Europa sul fronte dei rincari». Lo afferma il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. «I dati – rileva Rienzi – confermano pienamente quanto il Codacons va denunciando ormai da otto anni, e cioè come in Italia non vi sia alcun freno ai prezzi e alle tariffe, con conseguenze pesantissime sui bilanci delle famiglie, il cui potere d’ acquisto è ormai ridotto al lumicino». «Il governo deve intervenire – conclude Rienzi -, studiando meccanismi di contenimento delle tariffe, e bloccando quelle essenziali per i nuclei familiari, ad esempio quelle energetiche. Se ciò non avverrà, i consumi dei cittadini tenderanno a contrarsi ulteriormente, gettando l’ Italia all’ ultimo posto nella classifica europea per il carovita».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this