29 Dicembre 2010

Prezzi e tariffe, il rischio stangata

Le previsioni dei consumatori: 1.000 euro in più a famiglia

L e ‘stangate’ sui consumatori non conoscono crisi, anche se la crisi vera (quella economica) imperversa. Con l’anno che sta per chiudersi, fioccano le stime sulla raffica di nuovi aumenti in arrivo. Gli italiani nel 2011 si vedranno alleggerire il portafogli di circa mille euro, secondo le maggiori associazioni dei consumatori che per questo chiedono, fra le altre contromisure, di anticipare anche solo di qualche giorno la stagione dei saldi invernali. E non si tratta solo di previsioni da Cassandre. La C- gia, l’associazione degli artigiani di Mestre, dimostra – statistiche alla mano – che la recessione non ha fermato la corsa nemmeno delle tariffe pubbliche: nel triennio fra il 2008 e il novembre di quest’anno, queste sono aumentate anche tre volte più del dato cumulato (nello stesso periodo) dell’inflazione. A fare la par- te del leone sono i ‘soliti’ pedaggi: sulle autostrade gli automobilisti hanno lasciato nel triennio un 10,8% in più, un maxi-rialzo seguito dal costo del gas (+8,9%) e delle ferrovie (+8,7%). Fra le voci più importanti, solo l’energia elettrica e l’acqua potabile costano oggi meno che a inizio 2008. Ma il dato che più allarma il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, riguarda il forte incremento delle tariffe di competenza di Regioni ed enti locali: in media hanno subito un’impennata del 7,4%. Dagli aumenti già scattati a quelli prossimi venturi. Secondo Adusbef e Federconsumatori, sulle famiglie peseranno rincari per oltre 1.000 euro (1.016, per l’esattezza) nel 2011, che si prospetta così come un altro «anno infelice» per il potere d’acquisto degli italiani. Anche stando ai calcoli di altre associazioni (Adoc, Codacons, Unc, Mdc, riunite nel Casper) l’aggravio sarà non molto differente, pur fermandosi a 902 euro annui. La voce che peserà di più, secondo Adusbef e Federconsumatori, sarà quella alimentare, con maggiori esborsi per 267 euro, il 6% in più. A seguire i carburanti per i quali (sulla base di una stima del petrolio in risalita fino a 100 dollari al barile) la spesa crescerà di ben 131 euro. Di oltre 120 euro in più è l’aumento previsto per il trasporto ferroviario, comprese le tratte pendolari, mentre i prezzi dell’Rc auto cresceranno di 105 euro (+10-12%). Minori per entità sono i rincari previsti dal Casper: 195 euro i trasporti, 191 gli alimentari, 33 l’Rc auto, ma pure 28 per le banche. Per Adusbef e Federconsumatori l’aumento più consistente in percentuale sarà però quello del trasporto pubblico locale: +25-30%.
Per Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, il problema è che «ai soliti comportamenti speculativi si aggiungono tensioni importanti sui costi dei prodotti energetici e delle materie prime». Per questo sono «sempre più necessarie politiche economiche completamente diverse da quelle sin qui attuate», partendo da una riduzione delle tasse a favore del reddito fisso. «In mancanza di ciò – concludono i due – si consoliderà sempre di più il circolo vizioso tra contrazione dei consumi, cassa integrazione più licenziamenti e produzione industriale, non potendo sperare nella ripresa solo attraverso le esportazioni ». Per fortuna, comunque, le famiglie mantengono una loro solidità di fondo. L’unica nota positiva viene infatti dal nuovo rapporto trimestrale curato dall’Abi assieme al ministero del Lavoro: i dati disponibili a giugno 2010 dicono che il complesso delle rate non assorbiva più del 5,2% del reddito di tutti i nuclei in Italia, con un’incidenza più alta di un punto rispetto a un anno prima, ma inferiore di oltre 2 da metà 2008.

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