15 Febbraio 2006

Prezzi e sms, migliaia di massaie 007

Prezzi e sms, migliaia di massaie 007

Tre euro per un chilo di mele, il record è a Perugia. I mercatini perdono convenienza

PERUGIA – A Perugia le mele più care d?Italia, il negozietto sotto casa più conveniente del mercato rionale. Sono solo due degli elementi messi in luce dal sistema ?sms consumatori? realizzato dal ministero delle Politiche agricole e Intesa consumatori. Anche dall?Umbria è possibile ?smascherare? i furbi in tema di prezzi di frutta e verdura e dopo un paio di settimane ecco un primo bilancio dell?attività che coinvolge veri e propri ?segugi? al servizio delle associazioni dei consumatori. Armate di telefono, anche le massaie diventano a loro volta ?007 della spesa?, scoprendo via sms (migliaia quelli inviati dalla regione) il prezzo giusto di frutta e verdura.
La prima sorpresa arriva dai listini delle mele ?granny Smith? con il capoluogo segnalato come città più cara d?Italia: ieri un chilo arriva a costare 3 euro rispetto ad un prezzo medio locale di 1,55 euro e ad uno minimo di 50 cent (rilevato a Catania). Gli eccessi non mancano, ed anche per i kiwi sono giorni di fuoco con prezzi che volano fino a 4 euro al chilo. «I prezzi più cari li abbiamo rilevati nei mercati rionali – fa notare Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – dove in genere troviamo anche qualche resistenza in più a raccogliere le informazioni da trasmettere poi entro le 11,30 al centro raccolta ?sms consumatori?». Il progetto comprende un paniere sperimentale di 45 prodotti tra frutta e verdura, dall?ananas alle pere kaiser, dall?aglio alle zucchine scure. A proposito di aglio, il progetto ha messo in luce che in Umbria può costare anche 5 euro al chilo. «Ma col fatto che se ne comprano quantità limitate non ci si accorge di quanto sia caro – fanno notare al Codacons – senza considerare il fatto che, bene che vada, ormai mangiamo solo aglio spagnolo, se non vietnamita».
Non tutto è ?nero? comunque e confrontando i prezzi di questi giorni con quelli rilevati ad esempio a dicembre, si scoprono prezzi stabili sia per quanto riguarda pomodori rossi (1,94/kg) e carciofi (64 cent a capo). Analizzando i punti vendita (il progetto prevede rilevazioni cicliche in supermercati, negozi al dettaglio, discount e mercati rionali ), detto dei prezzi da ?boutique del fagiolino? scoperti tra le bancarelle, in media i supermercati sono più convenienti dei negozi di ortofrutta. Ma anche qui le sorprese non mancano. «A Ponte San Giovanni, ad esempio – aggiunge la Falcinelli – abbiamo scoperto un piccolo negozio con merce di prima qualità, ben esposta ed a prezzi convenienti. Ma districarsi tra cartellini e merce non è facile neanche per la massaia più incallita. Per questo il sistema del messaggino può essere utile, rappresentando un primo segnale sul controllo diretto dei prezzi da parte del consumatore».
Il sistema è semplice: per conoscere il prezzo medio di un prodotto, l?utente manda un sms con il nome (ad esempio ?pera abate?) ai numeri 48236 (Tim, Wind, Tre) o 4312345 (Vodadfone) ed in pochi secondi riceve un messaggio di risposta con il prezzo all?origine, all?ingrosso e al dettaglio per area. E qualora il consumatore riscontri un prezzo eccessivo può a sua volta ?denunciarlo? sempre via sms, scrivendo anche il nome del negozio che lo ha applicato.

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