31 Agosto 2004

Prezzi e petrolio, stangata da 1200 euro

Uno degli argomenti più caldi resta la discrasia esistente tra gli aumenti rilevati dall`Istat e quelli percepiti dai cittadini, e che l`Intesa dei consumatori calcola abbiano un impatto quasi triplo rispetto ai dati ufficiali. A fronte di un tasso annuo d`inflazione del 2,3%, viene proposto un incremento del costo della vita superiore al 6%. Rincari guidati dalla voce “Altri beni e servizi“ (+12%) dove pesano gli aumenti subiti nei settori vacanze, articoli personali e cura della persona, ma anche per spese e commissioni bancarie, asili nido, baby sitter e colf. Aumenti superiori al 10% anche per spese sanitarie e per la salute dove emergono gli aumenti dei prezzi di medicinali e prodotti sanitari, e degli onorari dei professionisti (medici specialisti).
Nonostante la relativa stasi vissuta dai listini alimentari (+4,1% l`aumento percepito), una delle iniziative messe in piedi in vista del 16 settembre riguarda proprio i prodotti di largo consumo. I primi di settembre, infatti, il Codacons Umbria completerà il monitoraggio avviato lo scorso luglio su un largo gruppo di prodotti alimentari: tra questi pane, pasta, farina, zucchero, frutta, verdura, latte e yogurt. “I nostri funzionari hanno già raccolto centinaia di prezzi rilevati in attività della piccola, media e grande distribuzione – spiega Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – ed il 3 settembre torneranno in pista per ripetere le rilevazioni“. L`esito della ricerca verrà poi pubblicato prima dello sciopero. “A monte c`è uno studio su ciò che le famiglie comprano e consumano realmente. Il minipaniere Regione-Istat non ci soddisfa. Sul caro vita occorre confrontarsi sui prodotti e sulle marche che la gente compra realmente“. Rincari e debiti, ecco la morsa che stringe i bilanci domestici degli umbri. Secondo le cifre diffuse da alcuni centri di ricerca, l`indebitamento medio di una famiglia umbra è di circa 4.500 euro, di gran lunga superiore alla media nazionale. “Lo sciopero serve ad attirare l`attenzione sulla situazione delle famiglie – conclude la Falcinelli – le cui difficoltà sono riassunte dalla frequenza con cui eseguono i prelievi al bancomat; che è talmente cresciuta rispetto a due anni fa che ad una settimana dalla fine del mese il loro importo supera il budget. Su questo occorre riflettere“.

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