Prezzi delle verdure ancora alle stelle
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fonte:
- Corriere della Sera
Siccità, ora si teme per i nuovi raccolti
La Coldiretti chiede lo stato di calamità: danni per 250 milioni di euro
MILANO – Ci sono campi, in Veneto, in cui il 70% dei carciofi raccolti sono da buttare. Altri, in Liguria, dove almeno metà della lattuga, che è gelata, non arriverà mai ai banchi dei supermercati. Un danno economico, per gli agricoltori, che la Coldiretti ha stimato in 250 milioni di euro. E che l?hanno spinta a una mossa di difesa estrema, che fa capire la gravità della situazione: chiedere al governo lo stato di calamità naturale. Le procedure sono già state avviate. Eppure, potrebbe andare peggio. Anzi andrà peggio, se non pioverà tra breve perché, dopo il gelo, danni ancora maggiori potrebbe provocarli la siccità. «Con le Alpi senza neve e il suolo inaridito, c?è un forte rischio che in primavera le piante fatichino a germogliare», spiega Lorenzo Bazzana, esperto economico di Coldiretti. Se continua cosi, insomma, potrebbero andare, in parte, perdute anche le colture della primavera e dell?estate. E allora la crisi dell?agricoltura sarebbe completa.
I PREZZI – Per ora le difficoltà dei contadini si misurano al banco del supermercato: i finocchi costano anche 10 mila lire al chilo, i broccoli 13 mila. Ma gli aumenti da cosa dipendono? «Il problema è che riusciamo a rivendere il 30-40%, se va bene 50%, della verdura prodotta», dice Flavio Sanguineti, agricoltore di Albenga. «Le gelate hanno rovinato soprattutto le verdure che si coltivano a campo aperto: cioè, carciofi, broccoli, cavolfiori, finocchi, insalate».
Ma vanno a male anche gli ortaggi che crescono nelle serre fredde, tipiche in Sicilia: sono andati distrutti il 40% delle fragole, dei peperoni di Pachino, delle melanzane. «Chiaro che per rientrare, almeno in parte, dei costi dobbiamo vendere i pochi prodotti rimasti a prezzi più cari», si difende Sanguineti.
Gli agricoltori però non ci stanno ad accollarsi tutte le colpe: è vero, ammettono, che ora un chilo di carote lo rivendiamo a 0,23 euro, e che prima lo davamo a 0,11; che la lattuga romana prima costava 0,48 euro e ora 0,74 euro; che il radicchio di chioggia è raddoppiato da 0,53 euro a 1,08 euro (dati del centro di statistiche ministeriale, Ismea). Però, dicono, se l?«effetto gelo» costa, alla fine, poche centinaia di lire al chilo, perché nei supermercati queste cifre poi si traducono in rincari di diversi euro? «Anche a noi la verdura costa di più, ed è più difficile procurarsela», replica serafica Confesercenti. Il Codacons però vuole vederci chiaro e ha presentato una denuncia contro «ignoti speculatori» alla procura di Firenze: tra gli esempi segnalati, le zucchine vendute a 12 euro al chilo.
LE REGIONI – La situazione più grave, in Puglia. Tutte le province hanno registrato il crollo delle produzione, dal 20% al 60%. In ginocchio la raccolta dei carciofi (-80%). Ma hanno subito danni, valutabili in decine di miliardi anche il Veneto, la Sicilia, la Liguria, il Piemonte e la Lombardia.
LA SICCITÀ – Il Piemonte è la regione che più delle altre teme l?effetto, a lungo andare, della siccità. Nelle Langhe e nell?Astigiano, secondo la Coldiretti, il 30% delle viti potrebbe non germogliare. «Le piante ancora dormono – dice l?agronomo Bazzana -, ma tra un mese, quando partirà il risveglio vegetativo, troveranno abbastanza acqua, per potersi sviluppare? E? questa la domanda cruciale». Preoccupano soprattutto le Alpi, il grande serbatoio, che allo sciogliersi delle nevi irriga di fatto la Pianura padana. Quant?acqua, arriverà, quest?anno, dalle cime? La siccità, comunque, ha già prodotto i suoi effetti. In montagna, i suoli erbosi stremati produrranno il 30% di foraggio in meno. E, se non pioverà a breve, il raccolto estivo del grano, in province come Cuneo e Torino, sarà compromesso. Non resta agli agricoltori che guardare alle Alpi, o pregare, come li invita a fare il vescovo di Trento, Luigi Bressan, «perché Dio padre conceda refrigerio alla terra».
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