Prezzi della benzina, Varese avvia maxi inchiesta
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fonte:
- L`Unità
Il Tribunale di Varese ha individuato, per la prima volta in Italia, gravi indizi di reato (truffa aggravata e aggiotaggio) relativi alla formazione dei prezzi dei carburanti in Italia, ordinando di investire della questione le Procure della Repubblica competenti. All’ interno del decreto del gip di Varese vengono espressamente citate importanti compagnie petrolifere: Shell e Tamoil con sede a Milano, Eni, Esso, TotalErg, Kuwait Petroleum, Api con sede a Roma. Il Tribunale, per questioni di competenza territoriale, si dichiara impossibilitato a procedere e, con una decisione clamorosa, ordina al pm di trasmettere gli atti alle competenti Procure della Repubblica. Il Tribunale di Varese ha ordinato il sequestro di documenti nelle sedi delle compagnie. «Ora le Procure di Roma e Milano dovranno aprire analoghe inchieste, procedendo al sequestro dei documenti indicati dal Tribunale di Varese- spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi- Per la prima volta in Italia la magistratura potrà fare le pulciai contratti delle compagnie petrolifere, e scoprire le cause della doppia velocità dei listini dei carburanti, nonchè verificare dove si annidano quelle speculazioni che rendono i prezzi italiani di benzina e gasolio più elevati rispetto alla media europea». Il Codacons è pronto ad avviare una gigantesca class action contro le compagnie petrolifere. Nel decreto del gip Giuseppe Battarino si legge: «Esistono indizi di commistione dei delitti di cui agli artt. 501, secondo e terzo comma, c.pen. ovvero 501 bis c.pen e 640, secondo comma, n. 2bis c.pen da parte dei legali rappresentanti, componenti del CdA e dirigenti delle compagnie petrolifere… le condotte illecite sono state commesse nelle sedi legali delle predette società; si rileva, a fini probatori, il sequestro dei documenti indicati».
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