24 Gennaio 2007

Prezzi della benzina, petrolieri nel mirino

Prezzi della benzina, petrolieri nel mirino
L`Antitrust ha avviato un`istruttoria nei confronti delle nove principali compagnie

ROMA Un cartello sui prezzi dei carburanti a danno della concorrenza, garantito da continui scambi di informazioni, che penalizza non solo il gioco del mercato ma anche gli automobilisti. Sono queste le basi su cui l`Antitrust ha avviato un`istruttoria nei confronti delle nove principali compagnie petrolifere e dato il via ad una serie di sopralluoghi nelle sedi di alcune società al fine di raccogliere dati e informazioni utili. Il Garante chiama in causa tutto il gotha delle compagnie petrolifere italiane: Eni, Esso Italiana, Kuwait Petroleum Italia, Shell Italia, Tamoil Italia, Total Italia, Erg Petroli, Ip e Api, che, almeno dalla “fine del 2004“, avrebbero posto “in essere meccanismi collusivi nella determinazione del prezzo consigliato dei carburanti alla distribuzione, attraverso continui scambi di informazioni“. Le nove compagnie hanno tutte contribuito, secondo l`Antitrust, a creare un mercato “caratterizzato da un equilibrio non concorrenziale, con rilevanti barriere all`ingresso che occorre rimuovere“. Anche perchè la protezione da rivali esterni ha permesso alle società, prosegue il Garante, di “pilotare“ i prezzi di benzina e gasolio per rispondere all`evoluzione del settore (si consuma meno benzina e più diesel) e mantenere “prezzi e margini lordi dei carburanti in rete più elevati in Italia che all`estero“. L`istruttoria è partita il 18 gennaio scorso e già ieri il Garante si è mosso: i funzionari dell`Authority, al fianco delle Fiamme Gialle, hanno effettuato una serie di ispezioni negli uffici di alcune delle principali compagnie petrolifere italiane per acquisire dati e documentazione sull`andamento dei prezzi dei carburanti. Migliaia di cause di rimborso contro le compagnie petrolifere da parte degli automobilisti. Le preannuncia il Codacons che promette battaglia dopo l`apertura dell`indagine dell`Antitrust. “Invitiamo fin d`ora i cittadini a conservare qualsiasi tipo di documentazione che può comprovare i rifornimenti di carburante effettuati negli anni passati“, afferma l`associazione. Il blitz di ieri rappresenta il primo atto nell`ambito dell`istruttoria che è destinata a concludersi entro il 31 marzo 2008 ma l`Antitrust sembra aver già individuato una gerarchia interna al cartello. Una sistema in cui cioè “l`Eni rappresenta il price-leader, al quale si adeguano i concorrenti“. Nell`ottobre 2004 spiega infatti il Garante il “cane a sei zampe“ ha deciso di cambiare il metodo di fissazione del prezzo dei carburanti, per sceglierne uno meno legato al costo della materia prima, ed è stata immediatamente seguita dai propri concorrenti. Ma l`Authority non risparmia nemmeno il Ministero per lo Sviluppo Economico, che pubblica i prezzi consigliati dalle singole società sul proprio sito Internet, generando “una certa trasparenza dei prezzi consigliati che favorisce la collusione“ tra gli operatori. Intanto ieri c`è stata una chiusura in netto rialzo per il petrolio: a New York il barile di greggio ha guadagnato il 4,5% a 54,96 dollari. Gli acquisti sono volati dopo che il segretario per l`Energia statunitense, Samuel Bodman, ha annunciato che gli Stati Uniti intendono raddoppiare le dimensioni delle riserve strategiche di petrolio.

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