3 Aprile 2010

Prezzi della benzina, la polemica divampa

DA M ILANO  I l prezzo dei carburanti, faceva notare ieri la rivista del settore, Staffetta Quotidiana è certamente alto, ma è anche sostanzialmente fermo da due settimane. I listini consigliati dalle compagnie ai gestori si muovono attorno agli 1,41 euro al litro per la verde e agli 1,235 per il gasolio. Nuovi rincari potrebbero arrivare già questa mattina – dato che sui mercati internazionali il prezzo del prodotto raffinato si è impennato proprio ieri, superando gli 800 dollari alla tonnellata per la benzina (il massimo dal 3 ottobre 2008) e i 700 per il gasolio (il prezzo più salato dal novembre del 2008) – , proprio nel giorno di picco del traffico per il fine settimana di Pasqua. I nuovi rialzi e la loro tempistica non potranno che inasprire lo scontro in corso tra le associazioni dei consumatori e i petrolieri. Come se la battaglia sulla benzina non fosse già abbastanza dura. Il Codacons ieri ha presentato un esposto a 104 Procure e all’ Antitrust, chiedendo che gli agenti della Finanza siano inviati dai distributori per controllare i listini. L’ associazione ipotizza il reato di aggiotaggio per tutta l’ industria della distribuzione, e minaccia una class action contro le compagnie petrolifere. I benzinai e le compagnie petrolifere continuano a difendersi. Lo fanno con i numeri. Quelli del petrolio, che le associazioni dei consumatori citano spesso (erroneamente) in dollari invece che in euro, e quelli del prodotto raffinato, che è il vero costo di cui tenere conto. Rispetto alla Pasqua del 2009 – spiega la Figisc Concommercio, la federazione dei gestori – il petrolio costa il 53% in più, l’ aumento della benzina raffinata è del 57%, mentre il costo del gasolio raffinato è cresciuto del 47%. Alla pompa questi rincari sono attenuati: +16% la benzina e +15% il gasolio. La Figisc ricorda anche che il prezzo italiano, secondo le ultime rilevazioni della Commissione europea, non è il più alto d’ Europa né per la benzina (dove siamo in ottava posizione nella classifica dei più cari), né per il gasolio (per il quale siamo sesti). La Faib, federazione autonoma dei benzinai, chiede di evitare gli allarmismi e parla di «attacco alla rete distributiva con lo scopo di favorire la Grande distribuzione organizzata » . Mentre l’ Unione petrolifera dichiara «l’ assoluta correttezza del comportamento delle compagnie ». La riforma a cui sta lavorando il ministero dello Sviluppo economico deve arrivare presto, ma ancora non si vede. Ieri il sottosegretario Stefano Saglia, che si occupa della faccenda, ha elencato i punti chiave del testo a cui si sta lavorando: la chiusura di «un importante numero di impianti» con incentivi da parte del governo; il passaggio dal pezzo giornaliero a quello settimanale; l’ aumento dei self service; la vendita di prodotti non oil per integrare il reddito dei gestori. I listini restano alti, e oggi potrebbero arrivare nuovi rincari. Il Codacons presenta un esposto all’ Antitrust. I petrolieri: «Basta, noi siamo corretti»

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this