25 Marzo 2012

Prezzi della benzina alle stelle la Finanza avvia accertamenti

Prezzi della benzina alle stelle la Finanza avvia accertamenti

ROMA – L’ anno scorso i prezzi della benzina in Italia si situavano grosso modo al decimo posto tra i Paesi dell’ Eurozona. In 12 mesi i prezzi sono aumentati così tanto da farci arrivare ai primissimi posti della classifica. E ciò nonostante che nazioni come Francia e Germania abbiano la metà dei distributori che ci sono in Italia. Perché da noi succede questo? C’ è probabilmente più di un motivo, ma la Guardia di Finanza ha cominciato con l’ indagarne uno presunto, avviando accertamenti per verificare l’ esistenza di «eventuali manovre speculative». Su delega della Procura di Varese e a seguito di un esposto del Codacons, le Fiamme gialle si sono infatti recate nelle sedi delle principali compagnie petrolifere italiane, a Roma, Milano e Genova «per acquisire varia documentazione». Lo scopo è quello di valutare, come spiega meglio una nota ufficiale emessa dalla stessa Guardia di Finanza, se «le recenti dinamiche che comportano l’ aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi siano da porre in relazione al mero e fisiologico andamento del mercato, ovvero se tali dinamiche siano falsate da comportamenti penalmente illeciti». Il colonnello Antonio Morelli, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Varese, ha affermato: «Il reato ipotizzato è di manovre speculative di merce, anche se per ora il fascicolo è stato aperto a carico di ignoti e non c’ è alcun indagato». Le compagnie petrolifere sono state considerate dalla Procura non come aziende private ma come «soggetti incaricati di pubblico servizio». Hanno dieci giorni per consegnare tutta la documentazione richiesta. Sono al vaglio le dinamiche che hanno portato alle oscillazioni dei prezzi nel periodo gennaio 2011-marzo 2012 attraverso le comparazioni fra i prezzi del prodotto a livello internazionale e quelli applicati alla pompa in Italia e lo studio dell’ incidenza su quest’ ultimo delle accise regionali e dell’ Iva. Gli aumenti dell’ ultimo anno sono dovuti per l’ 80 per cento alle accise e per il 20 per cento al fatto che il barile di greggio è tornato sopra i 100 dollari. Ieri il prezzo della benzina è arrivato a un passo da 1,9 euro al litro e il Centro studi di Confindustria ci ha debitamente informato che gli italiani, per stringere la cinghia, hanno ridotto l’ acquisto di carburante; il prezzo della benzina è salito del 18 per cento annuo a febbraio e il calo dei consumi è stato di quasi l’ 11 per cento rispetto al 2007. Parallelamente, dice sempre la Confindustria, è aumentato il numero dei biglietti venduti e degli abbonamenti a bus e metropolitane. Il caro-benzina sta facendo riscoprire l’ ecologia agli italiani. Il Codacons, che si è detto ovviamente soddisfatto per l’ indagine avviata dopo il suo esposto, stima in 430 milioni di euro la stangata che gli italiani troveranno nell’ uovo di Pasqua sul fronte-carburanti: in media, per fare il pieno di benzina, ogni italiano spenderà 18 euro in più rispetto a Pasqua 2011. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha anche affermato: «Chiediamo alla magistratura e alla Guardia di Finanza di estendere l’ indagine anche nei confronti dello Stato italiano, che grazie ai rincari dei carburanti incassa 20 milioni di euro al mese per ogni centesimo di aumento alla pompa». Infine l’ Autorità garante della concorrenza e del mercato. Il suo presidente, Giovanni Pitruzzella, intervenendo a una trasmissione radiofonica, ha lanciato la proposta di creare «un sito dove vengano inseriti quotidianamente tutti i prezzi della benzina praticati alla pompa, zona per zona, per permettere al consumatore di individuare il prezzo più basso richiesto vicino a casa. In questo modo – ha spiegato – il consumatore potrà scegliere dove rifornirsi, premiando il gestore dove può risparmiare, senza essere costretto a giri estenuanti per trovare il punto di rifornimento più conveniente». RIPRODUZIONE RISERVATA.

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