Prezzi della benzina ai massimi dal 2008
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fonte:
- la Repubblica
ROMA – Se intendete fare il pieno alla macchina e partire per il ponte dell´Immacolata mettete in conto una spesa imprevista: da ieri la benzina è più cara. La verde, ora, supera quota 1,45 euro al litro – il massimo degli ultimi due anni – il diesel si mantiene su 1,33. Per un pieno su una vettura di media cilindrata si spendono 72 euro, sette euro in più rispetto ad un anno fa. Nel fine settimana, dunque, i prezzi al consumo – raccontano la Staffetta Quotidiana e Quotidianoenergia.it – hanno assorbito gli aumenti delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati scambiati nell´area del Mediterraneo. Il risultato, per chi sta dietro al volante, è stato un aumento fra uno o e due centesimi, messo in atto da tutte le società: la palma del rialzo va alla Tamoil, marchio più caro sia per la verde (1,453 al litro), che per il gasolio ( 1,333). Un adeguamento, quello dei marchi, contestato dai consumatori che parlano di «stangata festiva» arrivata alla «velocità della luce». Com´è possibile – si chiede Adusbef-Federconsumatori che la benzina si trovi allo stesso prezzo praticato nei giorni in cui il petrolio viaggiava sui 118 euro al barile, mentre oggi siamo a quota 90? «E’ vero che l´euro ha perso terreno rispetto al dollaro, ma appare evidente che la benzina si dovrebbe attestare ad almeno 7-8 centesimi in meno rispetto al prezzo a cui viene venduta oggi» commentano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidenti delle due associazioni. Una posizione condivisa anche dal Codacons: «Come sempre avviene in occasione di festività, ponti, esodi e spostamenti di massa di cittadini, i listini dei carburanti si impennano – spiega il presidente Carlo Rienzi – Grazie ai rincari di questi ultimi giorni, gli automobilisti in movimento per l´Immacolata spenderanno complessivamente 25 milioni di euro in più per il carburante rispetto allo scorso anno». I consumatori chiedono «misure che contrastino le volontà speculative», fra cui «la commissione istituzionale sulla doppia velocità dei prezzi; la razionalizzazione della rete e l´apertura alla vendita attraverso il canale della grande distribuzione; il blocco settimanale degli aumenti». A loro fianco in queste richieste – per quanto strano possa sembrare – trovano i petrolieri. Anche Pasquale De Vita, presidente dell´Up, chiede infatti l´applicazione di quelle misure annunciate lo scorso aprile e di fatto mai decollate. De Vita non accetta le accuse del doppio ritmo praticato dalle aziende nell´adeguare i prezzi della benzina all´andamento del dollaro (lento quando si tratta di abbassarli, veloce quando si tratta di rialzarli). «I listini sono in linea con le quotazioni internazionali del greggio e dei prodotti Platts» ha detto nel corso dell´incontro con Roberto Sambuco, Mister Prezzi. L´impennata è dovuta all´ondata di gelo che ha investito il Nord Europa e che ha fatto fare un balzo al prezzo al barile di Brent e Crude». Le cause di tale aumento, secondo il presidente dell´Unione Petrolifera, sono due. Da una parte la questione internazionale ovvero «l´assenza di libertà nel mercato» che permette ai paesi produttori «di tenere fermi 5 milioni di barili nei pozzi pur di far aumentare i prezzi». Dall´altra la questione nazionale: «Dobbiamo portare avanti la riforma – ha detto De Vita – solo così possiamo evitare queste polemiche sui prezzi che arrivano a cadenza fissa».
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