1 Marzo 2003

PREZZI DEI CARBURANTI: SUBITO UN BONUS DI 0,075 EURO A LITRO PER LE BENZINE !

    E? LA RICHIESTA DELL?INTESA DEI CONSUMATORI AL GOVERNO, PER CALMIERARE I PREZZI E RAFFREDDARE QUEI RINCARI, CHE CONTRIBUISCONO ALL?AUMENTO DELL?INFLAZIONE ! IN 14 MESI,DAL 1 GENNAIO 2002,I REDDITI DELLE FAMIGLIE FALCIDIATI DI 2.000 EURO ! `Intesa

    Dopo la stangata di 1.505 euro che si è abbattuta sulle famiglie nel 2002,primo anno di euro,gli altri rincari già scattati dal 1 gennaio 2003, rischiano di far pagare un conto salatissimo che sfiora i 2.000 euro in soli 14 mesi ! Dai rincari della RC Auto,che nonostante le rassicurazioni del ministro sono aumentate in media di 85 euro; 26 euro in più per luce e gas; 39 euro per rifiuti urbani e servizi idrici; 50 euro in media per banche e poste; 24 i ticket delle medicine dopo il riordino del prontuario; 178 per autostrade e trasporti (benzina aumentata del 10 per cento in 14 mesi,nonostante la forza dell?euro !); 92 per i consumi alimentari.




    RINCARI MEDI DAL 1 GENNAIO 2003

    (Stime: Intesa dei Consumatori)


    `Codacons`


    Tali rincari medi pari a 494 euro dal 1 gennaio 2003,sommati a 1.505 euro registrati nel corso del 2002, comportano un esborso di 1.999 euro falcidiando drasticamente i redditi e la capacità di spesa delle famiglie che devono sempre più ricorrere all?indebitamento per sopravvivere. Al di là dell?ottimismo di facciata espresso ieri sul PIL,cresciuto- secondo l?Istat- dello 0,4 per cento nel 2002,il Governo deve adottare immediate misure compensative soprattutto sulle accise dei carburanti,sia per contenere l?inflazione che difendere i redditi di lavoratori e pensionati, profondamente minati dal ?caro tariffe? e dagli aumenti striscianti.


    Se per ogni litro di benzina verde che mettiamo da soli nei serbatoi che costa 1,093 euro, paghiamo due terzi per tasse ed imposte,0,542 di accise e 0,182 di Iva pari a 0,724 euro ed il prezzo al netto delle imposte è di 0,369 euro,più aumenta il costo del barile (e della benzina),più lo Stato incamera consistenti introiti fiscali.


    Il 7 gennaio 2002 il prezzo di 1 litro di benzina al self service era pari a 0,991 euro,con l?Iva gravante di 0,165 euro; il 7 gennaio 2003,il prezzo di 1 litro era di 1,073 con l?Iva pari a 0,179 euro; il 24 febbraio 2003,1 litro di benzina costava 1,093 euro,con l?Iva pari a 0,182 euro: lo Stato quindi incamera 0,017 euro di maggiore Iva per effetto dei soli aumenti e tale politica miope,non contribuisce né alla difesa dei redditi delle famiglie né a politiche di sostegno alle imprese,quindi allo sviluppo ed alla vera crescita del Pil.


    Poiché l`aumento del prezzo dei carburanti farà ulteriormente salire il costo della bolletta della luce e del gas rispettivamente del 4 e del 2 per cento circa dal 1 aprile, con un esborso pari ad oltre 20 euro a famiglia,riverberando i suoi effetti sull?inflazione e contribuirà a depauperare i redditi dei consumatori con un consistente incremento delle entrate fiscali, l?Intesa dei Consumatori chiede di defiscalizzare i prezzi dei carburanti con un bonus (già erogato 3 anni fa dal precedente Governo),pari a 0,075 euro per litro di carburante, portando l?aliquota del gas al 10 per cento. Anche per ristorare l?iniqua erogazione ai petrolieri, invece che ai consumatori, dei 700 miliardi di multa Antitrust che il dr. Tremonti elargì con il decreto sul ?benzinone?.

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