“Prezzi da speculazione, sciopero della pasta“
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fonte:
- Il Mattino
Roma. Mentre il governo tenta di lanciare messaggi tranquillizzanti sull`aumento dei prezzi, i consumatori danno fiato alle trombe. “Le famiglie non ce la fanno più“. Tuonano Adoc, Adiconsum, Codacons e Federconsumatori. Dopo gli aumenti “ingiustificati“ in molti settori, dagli alimentari alle assicurazioni, dalle bollette alle banche, a migliaia ora “rischiano la bancarotta“. E soprattutto non possono sopportare altri rincari: di fronte a quello che si prefigura come un “autunno nero per i consumatori“, Quindi, “il governo deve intervenire“. Giovedì 13 settembre, fanno sapere dalle associazioni consumatori, si scenderà in piazza con lo sciopero della spesa e della pastasciutta. Un`iniziativa simbolica per chiedere all`esecutivo di tagliare prezzi e tariffe. L`iniziativa, che era stata annunciata già a fine agosto, è stata confermata e illustrata ieri dalle quattro associazioni. “Il governo deve intervenire perchè ha tutti gli strumenti per tagliare gli aumenti ingiustificati“ ha spiegato, nel corso di una conferenza stampa, il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, notando, peraltro, che gli aumenti dei prezzi sono ingiustificati, dal momento che le materie prime incidono solo sul 10-15% del prezzi. Ed è proprio per questo motivo che: “I consumatori chiedono che il governo proclami l`emergenza prezzi“, ha rincarato la dose il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, proponendo una task force ad hoc, come è stato fatto per i bagagli. La richiesta delle associazioni dei consumatori, ha sintetizzato il presidente dell`Adoc Carlo Pileri, è, prima di tutto, un blocco immediato di prezzi e tariffe al livello precedente agli aumenti, per poi arrivare all`obiettivo del taglio del 5% di tutti i prezzi e tariffe, attraverso un accordo con le parti interessate. Un simile taglio, hanno spiegato, porterebbe le famiglie a risparmiare 1.000-1.200 euro l`anno. La protesta dei consumatori si concretizzerà con questo sciopero della pastasciutta, durante il quali i cittadini saranno invitati ad astenersi da almeno un acquisto e a rinunciare per un giorno alla pasta (scelta come simbolo dei rincari), che verrà distribuita gratis, insieme a pane e latte, nei presidi allestiti nelle principali piazze italiane. “Non consumiamo pasta per un giorno, per poterne consumare di più nei giorni successivi“, ha sintetizzato il presidente dell`Adusbef Elio Lannutti. A Roma l`appuntamento sarà alle 10.30 a piazza Montecitorio, mentre una delegazione delle associazioni si recherà davanti alla sede dell`Antitrust per avere uno scambio di vedute con il presidente Catricalà. Lo sciopero della spesa, che è il quinto promosso dalle associazioni dei consumatori (due nel 2002 contro il caro-euro, gli altri nel 2003 e nel 2004), vedrà questa volta anche la partecipazione della Coldiretti. Consumatori e produttori scenderanno in piazza insieme per eliminare “la forbice assurda e criminale – l`ha definita Rienzi – dell`intermediazione“. Le associazioni dei consumatori, denunciano da tempo i rincari in molti settori che, secondo i loro calcoli, porteranno a fine anno ad un aumento di 1.098 euro della spesa media della famiglia. Un esempio per tutti, l`aumento del prezzo di pane e pasta, che è cresciuto indipendentemente dall`aumento del prezzo del grano, lo stesso del 1985, mentre da allora – ha precisato Coldiretti – il divario dei prezzi tra grano e pane è aumentato del 750%. C`è dunque un anello mancante che va ricostruito e sanzionato. “Il governo diceva che eravamo allarmisti, mentre è aumentato tutto, dalle bollette ai servizi bancari, con un +404% sulle polizze dei motorini“, fa osservare il presidente dell`Adusbef, Elio Lannutti. Il boccino, insomma, è nelle mani dell`esecutivo? “Naturalmente non può intervenire solo il governo, ma può spingere produttori, commercianti e distributori a fare la loro parte“ ha precisato il presidente dell`Adoc, Carlo Pileri, ricordando che dal 2002 prodotti e servizi hanno subito aumenti tra il 30 e l`80%.
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