17 Aprile 2010

PREZZI: DA 1996 BOOM ASSICURAZIONI(+131%),CALO SOLO TLC/ANSA

 
TESORO,SALGONO AFFITTI;UNIONCAMERE,+15% TARIFFE PUBBLICHE 5 ANNI

           
            (ANSA) – ROMA, 17 APR – Boom delle assicurazioni, dei servizi
finanziari, degli affitti, dei pacchetti vacanza. Dal 1996 a
oggi i prezzi di molte delle voci che compongono la spesa delle
famiglie italiane sono lievitate ben oltre la media dei paesi di
Eurolandia. L’unico settore nel quale si risparmia sono le
telecomunicazioni, che costano oltre il 30% in meno rispetto a
13 anni fa. A certificare l’andamento dei prezzi è il
Dipartimento del Tesoro del ministero dell’Economia, mentre
Unioncamere rincara la dose: negli ultimi 5 anni le tariffe
pubbliche sono aumentate del 15% (5 punti in più
dell’inflazione), mentre quelle locali addirittura del 20%.
   Secondo il Tesoro, la voce che in questi 13 anni è aumentata
di più è quella relativa alle assicurazioni, con un rincaro
del 131,3%, quattro volte rispetto alla zona euro (+35,3%). La
galoppata di rc auto e degli altri prodotti assicurativi pone
l’Italia saldamente al primo posto in questa voce: al secondo
c’é il Regno Unito (+78,6%) e al terzo la Spagna (+67,4%).
   Per lo studio, sono molte le voci che più insistono
sull’economia delle famiglie e che hanno un andamento superiore
a quello medio della zona euro e anche a quello degli altri
Paesi. Il prezzo dei servizi finanziari (+89,9%), comparto nel
quale rientrano anche quelli bancari, viaggia a un ritmo doppio
rispetto a Eurolandia, dove l’aumento è del 43%, e quadruplo
rispetto alla Francia (+22,2%). Rincari record anche per gli
affitti: il +49% dell’Italia è secondo solo al +72,9% della
Spagna e superiore al +28,1% della media. L’acqua potabile è
invece cresciuta del 68,4% contro il 41% di Eurolandia, i
rifiuti del 68,3% (+55,4% in Europa), l’elettricità del 36,2%
(+31,9%), i trasporti marittimi dell’86,2% (+47,2%) e i servizi
postali del 37,6% (+27,3%).
   Anche per il classico shopping in Italia la spesa è
aumentata ben più che altrove: +22,4% per l’abbigliamento
(+8,9% in Europa); il +29,8% delle calzature si confronta con il
+18,1% di Eurolandia; per i libri in Italia si spende il 34,2%
in più, contro il +24,6% dell’eurozona. Molto minore è invece
il distacco nel carrello della spesa: gli alimentari sono
aumentati del 32,6% in Italia e del 30% in Europa. Se l’unica
voce con il segno meno sono le tlc (-31,1%), in altri casi si
registrano invece aumenti inferiori alla media della zona euro.
E’ il sorprendente caso della benzina: la voce carburanti e
lubrificanti in Italia è cresciuta del 36,1%, meno degli
aumenti registrati in tutti gli altri Paesi presenti nello
studio e anche meno della media europea (+54,9%).
   A tutto questo, spiega Unioncamere, si aggiunge il netto
rincaro delle tariffe: per i rifiuti urbani e per l’acqua il
rincaro è stato di circa il 30%, le tariffe postali sono
rincarate di circa il 13%, quelle autostradali di circa il 15%,
quelle ferroviarie del 26%, mentre per i trasporti marittimi
l’impennata è stata di oltre il 38%.
   E i consumatori ripartono all’attacco: per il Codacons i dati
dimostrano come "l’Italia sia la maglia nera d’Europa", mentre
Adusbef e Federconsumatori chiedono un intervento del Governo
che, ricordano, "si era impegnato ad un blocco delle
tariffe".(ANSA).

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