Prezzi, corre il «carrello» con i carburanti
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fonte:
- Avvenire
Vola la benzina: + 20,8%. I generi acquistati più di frequente ai massimi dal 2008: +4,7%
DA MILANO ANDREA D’ AGOSTINO I l carrello della spesa ‘vola’ sempre di più. Ieri l’ Istat ha registrato che il rincaro medio dei prezzi dei prodotti acquistati più frequentemente è stato del 4,7%. Più elevato del tasso d’ inflazione (3,3%), ma anche il più alto da settembre 2008. E rispetto al mese di marzo, c’ è stato un nuovo aumento dello 0,4%. Fare la spesa costa sempre di più, ma anche lo spostarsi con mezzi propri non è uno scherzo: il prezzo della benzina è volato del 20,8% in un anno come non accadeva dal 1996, quando sono iniziate le rilevazioni storiche dell’ istituto di statistica. Sui rincari dei carburanti, soprattutto la benzina, l’ Unione petrolifera ha ricordato il peso delle accise oltre all’ aumentato carico fi- scale intervenuto dall’ aprile 2011 allo scorso mese. Secondo i calcoli dei petrolieri, la sola componente accise (senza Iva, nel frattempo passata al 21% e che si scarica anche sul prezzo industriale) per la benzina è aumentata del 23% e per il gasolio del 37%. In termini assoluti, precisano, ad aprile 2011 le sole accise sulla benzina erano di 0,57130 euro a litro, mentre ad aprile 2012 sono state di 0,70420 (+13,3 centesimi, +23%). E sul gasolio sono passate da 0,43030 a 0,59320 (+16,3 cent, +37%). Analizzando gli altri settori, i maggiori incrementi rispetto a marzo hanno toccano i servizi ricettivi e di ristorazione (+1,7%), i trasporti (+1,3%), abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1,1%). In diminuzione nel mese, invece, i prezzi delle comunicazioni (-1,1%) e dei prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0,1%). Su base annua, i maggiori tassi di crescita hanno interessato bevande alcoliche e tabacchi (+7,8%), trasporti (+7,4%) e abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+6,9%), mentre i prezzi di comunicazioni e dei servizi sanitari sono risultati in flessione (rispettivamente -2,1% e -0,2%). Ma il mese appena trascorso ha scontato anche l’ effetto Pasqua. Chi ha sfruttato i giorni di ferie per andare in vacanza ha subìto infatti forti rincari in gran parte dovuti proprio a fattori stagionali. I servizi di alloggio, ad esempio, sono saliti del 6,6% (+1,1% in termini tendenziali) e anche i pacchetti vacanza sono rincarati, mettendo a segno un rialzo del 12,1% per i nazionali, e del 5,3% per quelli internazionali, sempre rispetto a marzo. In aumento anche i prezzi dei voli, con il trasporto aereo in rialzo dell’ 8,8% su marzo, e dei traghetti con +11,8% (su base mensi-le), a causa soprattutto degli aumenti nei collegamenti con le isole maggiori. Tuttavia, nel confronto tendenziale, l’ andamento dei prezzi per i biglietti aerei appare moderato, se non in rallentamento (+0,7%) e addirittura in diminuzione per quanto riguarda i traghetti (-1,7%). Consumatori e associazioni in allarme: per il Codacons un carrello della spesa al +4,7% si traduce in una stangata annua, per una famiglia media di quattro persone, di 686 euro. Secondo Federconsumatori e Adusbef «con l’ inflazione a questo livello, gli aggravi per le famiglie, esclusi gli aumenti delle varie tassazioni, saranno di oltre 1.334 euro annui». Anche per i commercianti la stabilità del tasso d’ inflazione annuo non è rassicurante: «Rischia di essere la sintesi di due situazioni negative che si contrappongono: da una parte gli interventi fiscali con in particolare il boom dei prezzi dei carburanti e dall’ altra parte la forte crisi dei consumi», spiega Confesercenti. E Confcommercio fa notare che il calo mensile degli alimentari (-0,1%) potrebbe risentire proprio del calo della domanda. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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