Prezzi, consumatori verso lo sciopero
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fonte:
- L`Unione Sarda
Le associazioni chiedono l?intervento del Governo contro i rincari
Roma. L?Intesa dei consumatori «è intenzionata a indire scioperi e mobilitazioni» per dare una risposta al problema dell?inflazione. Inoltre le quattro associazioni che la compongono (Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons) ribadiscono in una nota l?urgenza di un incontro con il Governo «per prendere iniziative concrete a vantaggio delle famiglie il cui potere di acquisto è stato gravemente falcidiato dai pesanti rincari di prezzi e tariffe». Una di queste, secondo l?Intesa, dovrebbe essere un accordo per calmierare i prezzi di almeno 50-60 prodotti di largo consumo.
«Oltre a proposte, peraltro ampiamente pubblicizzate allo stesso governo e al Parlamento, su come si dovrebbe intervenire per abbattere tariffe dell?elettricità, gas, polizze assicurative, mutui agevolati, carburanti, ecc – spiega l?Intesa – si rende assolutamente necessario pervenire ad un accordo di calmieramento dei prezzi di almeno 50-60 prodotti di largo consumo, accompagnato da severe verifiche, controlli e sanzioni». A sostegno di questi obiettivi l?Intesa annuncia quindi di voler indire «mobilitazioni e manifestazioni pubbliche, come lo sciopero dei consumi, sia generalizzato che mirato a prodotti specifici».
Reazioni al boom dei prezzi vengono anche dal governo. «L?Istat garantirà un più puntuale rendiconto dei prezzi e delle tariffe: mese per mese, provincia per provincia così da consentire di fare al consumatore i suoi confronti evitando nel contempo pericolosi allarmismi». È questo l?impegno del vice ministro alle Attività produttive Adolfo Urso che in un?intervista rilasciata al Secolo XIX conferma la fiducia nell?Istituto di statistica ma riconosce la necessità di frenare la corsa dei prezzi con la trasparenza dei dati e la competizione degli esercizi e dei fornitori dei servizi, obiettivi a cui il ministero sta lavorando.
«Sono favorevole a tutte le iniziative che producano trasparenza e assicurino informazioni ai consumatori in tempo reale – ha continuato Urso – non sono favorevole alla criminalizzazione dei commercianti facendone un capro espiatorio. Penso che il doppio prezzo euro-lire avrebbe potuto scoraggiare la speculazione e dico che avremmo fatto bene a prevedere un periodo più lungo di doppia tariffazione. Come sarebbe stato opportuno chiedere subito l?euro di carta. È ormai chiaro a tutti che la mancanza della banconota da un euro ha prodotto una piccola inflazione all?origine. Oggi ne conviene anche il presidente della Bce Duisenberg».
Interpellato sui rinnovi contrattuali, Urso ha dichiarato: «Penso che potremmo incontrarci a metà strada con i sindacati tra l?inflazione programmata e quella reale. Ma l?importante è che le richieste siano più basse di quella reale per non innescare una spirale inflattiva che poi pagherebbero le aziende e i salariati. I problemi veri del paese – conclude il viceministro di Alleanza nazionale Urso – sono di favorire due riforme strutturali da realizzare nel 2003: quella fiscale e quella previdenziale. Occorre allungare l?età lavorativa senza toccare i diritti acquisiti. Queste riforme consentiranno al paese di cogliere l?opportunità della ripresa alle porte».
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