PREZZI: CONSUMATORI, DA 2002 50 MILIARDI PERSI PER CAROVITA (2)
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fonte:
- Ansa
(ANSA) – ROMA, 13 SET – I rincari, spiegano le associazioni, hanno portato a galla fenomeni “preoccupanti“ come il progressivo indebitamento delle famiglie, evidente nell`impennata del credito al consumo, o la cosiddetta “sindrome della quarta settimana che ha colpito le famiglie che non riescono più ad arrivare alla fine del mese“. Da qui il cambiamento delle abitudini di spesa, peggiorate dal 2001 ad oggi per l`85% degli italiani, costretti a rinunciare, secondo un sondaggio dell`Intesa, innanzitutto ai gioielli (40%), ma anche ai viaggi (circa il 30%), alle calzature (40%), ai libri (27%), ai cd (25%) e al cinema (20%). “Non c`é strategia per il rilancio dei consumi che non passi per la riduzione dei prezzi – afferma Carlo Rienzi, presidente del Codacons – Con il quarto sciopero della spesa dobbiamo dimostrare di essere una forza organizzata importante e siamo certi che supereremo il 71% di adesione raggiunto lo scorso anno“. Allo sciopero del 16 settembre aderisce anche la Coldiretti che denuncia “preoccupanti riduzioni“ del 3,3% negli acquisti di cibi e bevande tra gennaio e agosto. “E questo – afferma l`associazione – nonostante si siano verificate riduzioni record nei prezzi pagati agli imprenditori agricoli, raggiungendo valori inferiori ai costi di produzione“. Dal campo alla tavola, continua la Coldiretti, i conti infatti “non tornano“, perché dei circa 120 miliardi di euro all`anno spesi dai consumatori italiani nell`acquisto di prodotti alimentari “ben 58 miliardi vanno al commercio e ai servizi, 37 all`industria alimentare e solo 25 alle imprese agricole“. Il rialzo dei prezzi non sembra del resto dare tregua: i consumatori hanno infatti calcolato tra l`inizio e la fine dell`estate rincari che in alcune città arrivano in media fino al 15%. Solo in pochissimi casi i prezzi sono rimasti inalterati. Ecco in una tabella i rincari calcolati dall`Intesa tra luglio e settembre nella grande e piccola distribuzione in alcune delle più importanti città italiane. GRANDE DISTRIBUZIONE PICCOLA DISTRIBUZIONE —————————————————————- ROMA +2,2% +3,4% BARI +13,0% +4,0% CATANIA +6,0% +15,0% FIRENZE +9,0% 0,0% LATINA +0,7% +4,4% MILANO +6,4% +2,2% AOSTA +5,4% +0,9% TORINO +3,8% +6,0% (ANSA).
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