PREZZI: CONSUMATORI; BENE INVITO A BANCHE MA E` TARDIVO
-
fonte:
- Ansa
COSTI CONTO CORRENTE +30% IN 4 ANNI; MARZANO, GOVERNO AL LAVORO
(ANSA) – ROMA, 20 SET – Meglio tardi che mai. L`invito al contenimento dei prezzi rivolto dal ministro dell`Economia, Domenico Siniscalco, alle banche piace alle associazioni dei consumatori. Anche se un eventuale intervento su prezzi e tariffe bancarie viene giudicato “tardivo“ rispetto agli aumenti registrati fino ad oggi dai costi del conto corrente bancario. Secondo Cittadinanzattiva, in quattro anni il caro-sportello si è infatti fatto sentire con incrementi di quasi il 30%, mentre in base ai calcoli dell`Adusbef sui bilanci familiari il peso di un conto in banca arriva fino a 520 euro, praticamente un milione di vecchie lire che se ne va, spiega l`associazione, tra prelievi bancomat, assegni, invii di estratti conti e altre “semplici operazioni“. “La proposta di un blocco dei prezzi nel settore bancario – osserva Cittadinanzattiva – arriva con almeno due anni di ritardo: da gennaio 2001 ad agosto 2004, le spese per la custodia e la negoziazione dei titoli, per la tenuta di conto corrente e carte di credito sono aumentate di circa il 30%“. Ben venga quindi l`invito di Siniscalco, afferma l`associazione, “purché alle buone intenzioni seguano azioni concrete“. E a giudicare tardivo l`interesse del governo è anche l`Adiconsum, soprattutto “considerando gli aumenti che ci sono già stati e i prossimi annunciati a partire dal primo ottobre“. A confermare le intenzioni di coinvolgere gli istituti bancari nell`offensiva contro il carovita è il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano, che dopo le critiche sollevate dai consumatori difende l`accordo già raggiunto con la grande distribuzione e ribadisce l`impegno e il lavoro del governo per il contenimento dei prezzi. “I giudizi sul provvedimento li aspetto dai cittadini e mi pare difficile che non siano d`accordo su un`intesa che evita il rialzo dei prezzi. – afferma Marzano – il ministro Siniscalco sta lavorando a una iniziativa simile con le banche“. Da parte loro le associazioni dell`Intesaconsumatori tornano all`attacco bocciando lo stop degli aumenti concordato con la grande distribuzione come l`ennesimo “spot“ del governo e per di più “malriuscito“. “I gravi e durevoli problemi del carovita non possono essere affrontati né con superficialità né con l`arroganza di chi ritiene valide solamente soluzioni contingenti“, afferma l`Adoc. Per far ripartire i consumi, sottolineano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, non servono slogan e “consigli per gli acquisti“, ma “soldi per gli acquisti“. L`Intesa chiede quindi di inserire in Finanziaria un bonus compreso tra i 1.000 e 1.500 euro da destinare alle famiglie a più basso reddito. Contro l`accordo si schiera intanto anche il settore dell`autotrasporto che giudica grave il fatto di non essere stato coinvolto nell`intesa nonostante il contributo dato alla formazione dei prezzi e alla disponibilità dei prodotti. Un`assenza notata anche dal sottosegretario alle Infrastrutture, Paolo Uggé, secondo cui il contributo del settore è essenziale “per efficienza e competitività“.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: aumenti, Banche, bonus, domenico siniscalco, intesa, Ministro dell’Economia, Prezzi, tariffe
