30 Agosto 2002

Prezzi, Codacons critica panieri alternativi

L`Intesa dei consumatori, in rotta con la Coalizione, seconda associazione rappresentativa degli interessi dei consumatori, sarà presente alla convocazione del Cncu (Consiglio nazionale dei consumatori e utenti) del 4 settembre con il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, ma accusa l`organismo presieduto da Marzano di non essere decisivo ma solo consultivo.

E` quanto ha detto in una intervista a Reuters Carlo Rienzi, presidente del Codacons, una delle quattro sigle costitutive dell`Intesa.

“E` un incontro finto che offende i consumatori. Il Cncu è un organismo di consulenza, simile al Cnel, presieduto dallo stesso ministro Marzano, non è una sede di discussione tra organizzazioni dei consumatori e governo per parlare di inflazione“, spiega Rienzi.

Secondo il Codacons le altre associazioni della Coalizione, che all`incontro di mercoledì intendono discutere con il ministro i temi alla ribalta del caro-prezzi, “vanno solo a fare chiacchiere con il ministro. Ma non è serio. Sarebbe stato serio prendere parte allo sciopero dei consumi promosso dall`Intesa per il 12 settembre. La loro è una non adesione di ripicca“.

L`Intesa ha richiesto, ma non ancora ottenuto, un incontro con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi per parlare di inziative come il blocco delle tariffe nei servizi pubblici e di accordi per tenere fermo il livello dei prezzi.

Nello specifico, l`Intesa propone di rivedere e migliorare i metodi di rilevazione dell`Istat, ma non di creare un paniere alternativo a quello dell`istituto di statistica.

Nei giorni scorsi l`Intesa e la Confesercenti hanno proposto di istituire un indice di rilevazione dei prezzi al consumo per le categorie sociali meno abbienti.

Secondo Rienzi però non è una proposta alternativa all`indice dell`Istat esistente: “I panieri alternativi sono pericolosi, è lo Stato che deve garantire l`imparzialità“, ha spiegato.

Nell`accordo con Confesercenti è previsto anche di tenere fissi i prezzi di alcuni beni di consumo fino al 31 dicembre.

Ieri il direttore del Centro studi di Confindustria ha chiesto al governo di non cambiare l`obiettivo di inflazione programmata 2003 all`1,4%, ha difeso il sistema di rilevazione dell`Istat ed imputato le cause degli aumenti dei prezzi ai commercianti.

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