19 Novembre 2002

Prezzi caldi, scattano le denunce

L`attenzione delle associazioni è rivolta anche verso i prodotti esclusi dalle intese blocca-aumenti, i cui prezzi rischiano di catalizzare tutte le tensioni del sistema. «Temiamo che tutto ciò che è rimasto fuori dagli accordi – sostiene Angelo Garofalo, segretario regionale Adoc – corra troppo». Nel frattempo, il mercato continua a dare segni di scarsa vivacità, con i consumatori che, nonostante l“`operazione fiducia“ intrapresa da molti negozianti (vedi Prezzo amico), si dimostrano tuttora diffidenti. «I prezzi sono ancora alti – dice Carla Falcinelli, presidente Codacons Umbria – e davanti alle vetrine i clienti tentennano, non si fidano e i commercianti dovrebbero essere i primi a capire tale atteggiamento». Per smascherare gli operatori che si sono dimostrati fin troppo scrupolosi nel rivedere i propri listini, il Codacons ha annunciato controlli a tappeto. I prezzi che verranno praticati durante le prossime settimane verranno confrontati con quelli del dicembre 2001 e i negozianti che hanno praticato aumenti ingiustificati verranno “denunciati“. «Un anno fa avevamo promesso che avremmo vigilato ed ora è arrivato il momento di vedere se qualcuno ha fatto il furbo».
A fine 2001, alimentari, bevande alcoliche, abbigliamento, calzature, mobili, articoli per la casa, sono cresciuti dal 3 al 10%. E il timore è che quest`anno agli aumenti considerati “fisiologici“, si aggiungano quelli regalati dal change-over, ovvero da chi si è approfittato del passaggio all`euro per arrotondare ben oltre i cent prevedibili. «C`è il tentativo subdolo – fa notare Rodolfo La Sala, segretario regionale Adiconsum – di far abituare il consumatore all`equiparazione tra 1 euro e le vecchie mille lire».
Normale che l`attenzione delle associazioni dei consumatori si sia concentrata sulle categorie merceologiche che durante le festività si dimostrano più “calde“, a partire dai giocattoli. «Fermo restando il valore dell`accordo stipulato in Regione – sostiene Salvatore Lombardi, presidente Federconsumatori Umbria – ci sono alcune varianti che dobbiamo tenere in considerazione. Tra queste, anche i prezzi di ortofrutta, abbigliamento e calzature che a Natale riteniamo a rischio variazione. Per questo rinnoviamo l?appello ai negozianti e ai gestori di bar, pub, ristoranti e pizzerie, a un maggiore senso di responsabilità per evitare che in Umbria l`inflazione aumenti ancora. É una questione di immagine anche nei confronti dei turisti».
I dettaglianti si dimostrano sempre più ago della bilancia di questa delicata fase dei consumi. Ai commercianti sono rivolti appelli alla correttezza e a loro è stato chiesto di bloccare i prezzi dei prodotti primari. Pur con lo spettro degli aumenti di grossisti e produttori alle spalle. «Anche i negozianti – aggiunge Lombardi – al pari dei consumatori, dovrebbero denunciare gli aumenti che vengono praticati a monte». E la prossima riunione della Consulta regionale utenza e consumo, offrirà un primo momento di confronto. «Chiederemo di stringere sulla verifica degli accordi – avverte Angelo Garofalo – soprattutto in vista del Natale. E se gli aumenti non si fermeranno spingeremo affinché intervengano i prefetti».

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