4 Gennaio 2002

Prezzi aumentati? No, arrotondati

Le rassicurazioni delle associazioni di categoria non frenano i ritocchi nei negozi. L`esempio della lattuga, ora a quota 6000 lire

Prezzi aumentati? No, arrotondati

E il commerciante ammette: “Almeno semplifichiamo i pagamenti“

Un tour in città a caccia delle tariffe lievitate. E c`è chi le ha fatte crescere in lire per poi compararle nella divisa europea

Cosa vuol dire arrotondamento? Il dizionario Garzanti rimanda alla voce “arrotondare“. Al paragrafo 2 recita: “Sostituire un numero dato con un altro più semplice, approssimato per eccesso o per difetto, allo scopo di facilitare i calcoli“. Una definizione che Andrea Di Nuccio, titolare della torrefazione in via dei Serpenti, ha interpretato alla lettera. Nel suo baretto a due passi dalla Banca d`Italia, meta amata da funzionari a caccia di aromi e studenti della vicina Angelicum con l`inclinazione a diventare papi (lo frequentava, negli anni dell`università, anche Carol Wojtila), esclama senza timore: «Sì, io i prezzi li ho aumentati di circa il 3 per cento». E subito spiega: «L`ho fatto per semplificare la vita ai clienti, oltre che la mia». Un gioco a incastri: un arrotondamento per eccesso di qua, «per evitare la complicazione dei centesimi», un altro per difetto di là. La tendenza, comunque, è al rialzo: «Minimo, però, roba di poco», precisa Andrea con il suo sorriso largo. Per esempio: se il caffè ai tempi della lira costava 1.100, oggi, con l`avvento dell`euro, sta a 0,60 centesimi (1.162 lire). Diverso il discorso sulla torrefazione, «dove anzi sono io a perdere qualcosa pur di mantenere il prezzo originale, che è già alto. Prendiamo il “caffè del papa“: costava 25mila lire, l`ho messo a 12,91 euro; significa che per ogni chilo ci rimetto 3 lire».
Andrea Di Nuccio è l`unico che, in questo lungo giro alla ricerca dell`arrotondamento che c`è, si vede, ma è difficile provare (quanti hanno pensato di conservare uno scontrino del “prima“ da confrontare col “dopo“?), ha almeno il coraggio di fare outing. Perché, nonostante le rassicurazioni della Confesercenti, gli aumenti in bar, negozi, cinema e grandi magazzini sono sempre negati, oltre che malcelati. C`è chi ha alzato i prezzi direttamente in lire e annotato poi il corrispondente in euro; chi espone una cifra in lire che non coincide con quella in euro (sempre superiore); chi addirittura calcola in euro per poi tradurre in lire importi inesistenti, comprensivi di virgole e centesimi.

Traduzione empirica. Al mercato dell`Esquilino, la lattuga cappuccina raggiunge quotazioni da gioielleria: 6.000 lire (3,10 ). Provare al banco 47. «Mai vista una roba del genere», osserva Antonio Bianchi, «sarà pure colpa del gelo, ma l`insalata non è mai costata tanto». Anche Imma Adalmades è perplessa: «Prima delle vacanze il girello di vitello stava a 16.000 lire, ora è a 19.900». Mille lire in più in quattro giorni. Cambia la forma, non la sostanza: al bar di via della Croce, un panino costa ancora 4.000 lire, ma se il malcapitato ha in tasca solo nuova moneta gli tocca sborsare 2,20 (4.259 lire). Idem per il tramezzino: 2000 lire arrotondate a 1,20 (2.323 lire). «Il problema non sono le 500 lire», dice Alessia, folgorata sulla via dell`inganno solo all`uscita dal locale, «ma la rabbia di sentirsi vittima di una vera e propria truffa». Che l`avvocato Carlo Rienzi, presidente del Codacons, bolla come «legalizzata, perché né la Ue, né il Governo hanno previsto sanzioni per chi raggira i consumatori».
Alla Rinascente di piazza Fiume accade un`altra cosa strana. Reparto Intimodonna. Un tanga “cotonplus“ marca Dim è prezzato 12.896 lire, ossia 6,66 . Impossibile pagare 896 lire, i centesimi di lira non esistono dai tempi della guerra. Stessa impasse col pigiama Calvin Klein (143.981 lire; 74,36 ) e con il reggiseno Fila (26.198 lire; 74,36 ). Non finisce qui: l`abbonamento metrebus per la tratta ferroviaria dai paesi della cintura fino a Roma è stato arrotondato a 44 euro, ossia 85.196 lire anziché le solite 85 (acquisto tramite bancomat alla stazione di Ladispoli). Sull`autostrada RomaFiumicino, un menu Mcchicken è passato da 9.900 a 10.650 lire (5,50 ). Il cinema rincara fino a 7,50 euro (al Warner Village), mentre il biglietto cumulativo per Colosseo, Palatino, Museo nazionale romano e Villa dei Quintili costa quasi 6.000 lire in più (da 33.000 lire a 20 ). Davvero un`eurofollia.

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