15 Maggio 2012

Prezzi, aprile resta caldissimo

Prezzi, aprile resta caldissimo

ROMA NEL MESE di aprile, l’ inflazione resta stabile al 3,3%, lo stesso tasso già segnato a marzo e febbraio, ma la lista degli acquisti quotidiani registra, sempre su base annua, un rincaro molto superiore, pari al 4,7%, l’ aumento più forte dal settembre del 2008. A rendere più salata la spesa di tutti i giorni sono i prezzi dei carburanti, in particolare della benzina, salita rispetto ad aprile dello scorso anno del 20,9%. Per la verde si tratta di un valore record, tanto che per trovare un rialzo maggiore bisogna tornare indietro di 29 anni, al maggio del 1983. MA È TUTTO il settore dell’ energia a tenere alta la testa. In dodici mesi il diesel cresce del 20,5% e non sono da meno le tariffe: ad aprile segnano rialzi rilevanti, sia per il gas che la luce, trainate dalla prima tranche di incrementi decisi dall’ Autorità per l’ energia. Un altro comparto che mostra prezzi surriscaldati è quello degli alcolici e dei tabacchi, con le sigarette che in un anno salgono del 9,3%. Aprile sconta anche un caro vacanze dovuto alle ferie pasquali, che interessa alberghi e in parte anche il trasporto, dai biglietti aerei (+8,8% in un solo mese) ai traghetti (+11,8%). Per gli alimentari, invece, l’ Istat registra una sostanziale crescita zero su marzo (-0,1%) e un rialzo annuo del 2,4%. Tra i prodotti che rincarano a doppia cifra c’ è ancora il caffè, mentre tra quelli con prezzi in discesa, compare la frutta fresca. A livello territoriale, si notano forti differenze tra le principali città italiane: Venezia (+4,1% su base annua) risulta il capoluogo di regione dove i listini sono più caldi, mentre gli aumenti più moderati si ritrovano a Firenze (+2,7%). TORNANDO al tasso d’ inflazione, se si guarda all’ indice armonizzato dei prezzi al consumo per i Paesi dell’ Unione europea, ad aprile il rialzo è del 3,7%. Un valore su cui pesano, rileva l’ Istat, le tasse indirette con un impatto potenziale non trascurabile. La ricaduta massima teorica, della variazione di Iva e accise sui prezzi in caso di totale e immediata traslazione delle imposte sui listini, negli ultimi 12 mesi, è pari a un punto percentuale. I consumatori commentano con preoccupazione i dati: Federconsumatori e Adusbef calcolano una stangata annua per famiglia, includendo solo prezzi e tariffe, di oltre 1.334 euro annui; secondo il Codacons il rincaro segnato dal gruppo dei prodotti acquistati con maggiore frequenza porterà a un aggravio di 686 per un nucleo di quattro persone.

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