15 Settembre 2004

Prezzi alle stelle, scatta lo sciopero della spesa

Prezzi alle stelle, scatta lo sciopero della spesa


La mappa degli aumenti: si spende di più per assicurazioni, taxi, cibo e divertimenti






MESTRE. Prezzi alle stelle, giovedì scatta lo sciopero della spesa. A proclamarlo sono le associazioni di tutela dei cittadini, come il Codacons e la Federconsumatori, che chiedono alla gente di passare dalle lamentele ai fatti per lanciare un chiaro segnale di malcontento contro l?aumento generalizzato dei prezzi. Dal dicembre 2001 all?agosto di quest?anno i prezzi al consumo nella nostra città sono saliti del 6,6 per cento. Più 1,4% solo nei primi otto mesi dell?anno. E l?avvento dell?euro spesso non c?entra.
Sciopero della spesa domani, 16 settembre. Carrelli vuoti, niente coda davanti al banco degli alimentari. Per protestare contro l?aumento dei prezzi. Alla mobilitazione nazionale partecipano Intesa dei consumatori, Codacons e Federconsumatori che invitano i cittadini a disertare per un giorno i negozi. Il Movimento dei consumatori non ci sarà: ritiene che un giorno di sciopero sia inutile e piuttosto chiede alla gente di informarsi per modificare i propri consumi, penalizzando chi punta sugli aumenti. Alla protesta aderiscono anche politici: dall?assessore provinciale Giuseppe Scaboro alla consigliera regionale Maria Luisa Campagner che chiede ancora un osservatorio sui prezzi. Secondo recenti indagini, un buon 75% dei cittadini aderiscono simbolicamente alla protesta ma solo il 25% la attua. Prezzi in rialzo e inflazione reale pesante dovrebbero convincere i più a mobilitarsi, dicono alle associazioni di tutela dei cittadini. In aiuto arrivano anche le rilevazioni dell?ufficio statistica del Comune di Venezia che compie circa 6 mila sondaggi sui prezzi al mese in 800 tra negozi e punti vendita della città. Una indagine storica sull?andamento dei prezzi dal dicembre 1998 ad oggi evidenzia spesso come i prezzi siano in realtà lievitati già prima dell?entrata in vigore dell?euro.
Qualche esempio: l?acqua minerale dal dicembre 2001 all?agosto di quest?anno ha subito un aumento dell?8 per cento. Ma rincari c?erano già stati nel dicembre ?99 (più 2,4%) e nel dicembre 2001 (più 10,1%). Le cipolle in quattro anni sono lievitate del 47,5 per cento ma solo tra 2000 e 2001 avevano subito un incremento del 62%. Alla voce generi alimentari il raffronto vede in aumento anche il pane (3,8 per cento); il pollo fresco (20 per cento), gli ortaggi in genere (21,9 per cento) o la frutta (24,4 per cento). Passiamo ad altre note dolenti. Cominciamo dall?energia elettrica. Nel raffronto tra 2001 e 2004 la spesa è calata del 2,7 per cento ma tra dicembre 1999 e dicembre 2000 era lievitata del 9 per cento. Nello stesso periodo era aumentato consistentemente anche il prezzo del gas. Quello da cottura è lievitato dal 2001 ad oggi del 3,6%; quello da riscaldamento dello 0,5; le bombole invece del 13,9 per cento. La tariffa dei rifiuti costa il 2,7 per cento in più; l?affitto di una casa è aumentato del 12,3 per cento e l?acqua potabile del 3,4. Passiamo all?automobile: il gasolio costa il 9,5 per cento in più di quattro anni fa mentre la benzina verde è lievitata del 12,7 per cento. Rincarati anche i parcheggi (più 14,5 per cento) e il pedaggio autostradale (11,2 per cento). E aumentano pure i trasporti, dal biglietto del bus a quello del treno. I taxi, che a Mestre sono già cari, sono aumentati del 20 per cento. Le assicurazioni auto nel raffronto di quattro anni sono salite del 7,2 per cento; quelle per la moto del 14,4. Ma entrambe tra 1998 e 1999 hanno subito rincari tra il 43,5 per cento e il 22,1 per cento. Rivolgersi ad un operaio edile costa oggi il 20 per cento in più di 4 anni fa; per l?elettricista si spende il 12,5 per cento in più; la domestica a ore chiede un compenso che è maggiorato dell?8 per cento. Anche uscire di casa è diventato costoso: il museo è lievitato del 22,7 per cento; il cinema è invece sceso di poco, ma dopo l?impennata dei prezzi tra 1998 e 2001. Più cari anche la piscina, le partite sportive, i libri (più 11,7 per cento), il parco divertimenti o l?ingresso in discoteca (già cresciuto tra?98 e 2001). Per non parlare delle vacanze che confermano da sole che la pressione dei prezzi sui nostri portafogli ha radici lontane. L?euro ci ha aiutato a capirlo.

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