16 Novembre 2021

Prezzi ”alle stelle” con l’inflazione: stangata da mille euro in arrivo

Ad ottobre, per il quarto mese consecutivo, l’inflazione ha continuato la sua corsa, arrivando ai massimi da settembre 2012. I beni energetici continuano a essere protagonisti, contribuendo per più di due punti percentuali all’inflazione e spiegando buona parte dell’accelerazione rispetto a settembre. Un’impennata giunta al quarto mese consecutivo
Cresce l’inflazione: cosa succede ai prezzi?

Con l’inflazione, ad ottobre accelerano anche i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +0,9% a +1,0%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,6% a +3,1%). Secondo i dati dell’Istat, l’inflazione acquisita per il 2021 è pari a +1,8% per l’indice generale e a +0,8% per la componente di fondo. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo, ipca, registra un aumento dello 0,9% su base mensile e del 3,2% su base annua (da +2,9% di settembre); la stima preliminare era +3,1%. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,6% su base mensile e del 3,0% su base annua.
Unc: ”Siamo inguaiati, governo intervenga”

L’impennata dei prezzi e le possibili ripercussioni sui consumatori hanno subito mandato in allarme le associazioni di categoria. Il pericolo è quello di una batosta superiore ai 1.000 euro secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori: “Siamo inguaiati! L’inflazione decolla. Se anche a novembre si mantenesse lo stesso ritmo di crescita dei prezzi, salirebbe al 3,3%, con il rischio di una gelata sui consumi e di un Natale in bianco. L’Istat ci dice oggi che al netto degli energetici, ossia senza i rialzi di luce, gas e benzina, l’inflazione sarebbe solo dell’1,1%. Ecco perché urge un intervento che calmieri i prezzi, sterilizzando i rincari dei carburanti e riducendo temporaneamente le accise di 20 centesimi”.

“Per una coppia con due figli – stima ancora Dona – la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +3% significa un aumento del costo della vita pari a 1087 euro su base annua, 424 solo per Abitazione, acqua ed elettricità, 470 euro per i Trasporti. Per una coppia con 1 figlio, la maggior spesa annua è pari a 1007 euro, 425 per l’abitazione, 410 per i trasporti, per una famiglia media il rialzo complessivo è di 841 euro, 399 per l’abitazione e 301 per i trasporti”.
Codacons: ”In arrivo una stangata da 922 euro l’anno”

Numeri leggermente differenti ma sempre molto alti quelli del Codacons, che stima la stangata a circa 922 euro: ”Siamo in presenza di una vera e propria emergenza prezzi, con l’inflazione che ad ottobre si impenna al +3% realizzando una pesante stangata pari a +922 euro su base annua per la famiglia ”tipo”. Si tratta dei valori più alti registrati negli ultimi 9 anni, un andamento al rialzo che conferma purtroppo i nostri allarmi e che proseguirà nelle prossime settimane”. ‘

‘A trainare i prezzi, ancora una volta, il caro-energia, con le bollette di luce e gas che hanno subito enormi rincari ad ottobre, e la corsa senza sosta dei listini dei carburanti, che oggi costano alla pompa il 30% in più rispetto allo scorso anno – prosegue il presidente Rienzi – Siamo in presenza di un vero e proprio allarme Natale, perché il rialzo dei listini al dettaglio eroderà il potere d’acquisto delle famiglie determinando tagli sul fronte dei consumi legati alle festività, con i cittadini che reagiranno ai rincari riducendo la spesa”.
Assoutenti: ”Massacro spostamenti, +470 euro l’anno0”

Anche secondo Assoutenti, il rialzo dei prezzi al dettaglio si tramuterà in un massacro per le tasche delle famiglie italiane: ”Tra bollette, materie prime e listini dei carburanti le famiglie stanno subendo rincari a cascata, una situazione che non si registrava in Italia dal 2012. Solo per la voce trasporti, che ad ottobre cresce del +8,7% sul 2020, una famiglia con due figli spende oggi +470 euro su base annua. Una corsa di prezzi e tariffe che non solo impoverisce le famiglie, ma avrà ripercussioni per l’intera economia nazionale: a fronte di una inflazione in salita i consumatori ridurranno inevitabilmente la spesa”.

“Il rischio concreto – conclude il presidente Furio Truzzi – quindi, è un crollo dei consumi di Natale che il Governo deve assolutamente evitare, adottando provvedimenti urgenti per frenare l’escalation dei prezzi, a partire dal taglio di Iva e accise sui carburanti”.

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