27 Giugno 2005

PREZZI: ADOC; PREZZI PIU` ALTI MA ANCHE RISCHIO-CARTELLI









(ANSA) – ROMA, 26 giu – Che cresca l`euro o salga il dollaro,

per i consumatori italiani il prodotto non cambia: “le vacanze

costano il 16% in più per l` Istat e tre milioni di italiani

non potranno più andare in vacanza e gli altri dovranno ridurre

i giorni. Questo dato rende evidente come questi nuovi rincari

non si tradurranno in aumento di fatturati, ma in flessione o

caduta dei flussi turistici con conseguenze negative per l`

economia del Paese“.

Questa è la posizione dei consumatori espressa da Carlo

Pileri, presidente dell`Adoc, il sindacato dei consumatori,

commentando i rincari delle vacanze degli italiani, alla luce

del raffronto degli indici Istat 2004-2005.

“La nostra impressione è che l`Autorità Antitrust in

Italia dovrà avere più lavoro di quanto si immaginasse: le

agenzie viaggi – spiega Pileri – hanno imposto ai consumatori

tariffe di servizio di 15 euro, uguali in tutta Italia, per ogni

emissione di biglietto nazionale; i vettori aerei praticano

tariffe che si assomigliano in modo impressionante, quando non

c`é una low cost che deve entrare nel mercato; negli alberghi,

ristoranti, bar, lidi balneari agli aumenti di prezzo non

corrispondono migliori condizioni di servizio, ma solo tentativi

più o meno evidenti di riduzione delle prerogative del

cliente“.

Adoc e Codacons, hanno calcolato alcuni giorni fa ricorda

Pileri – che una settimana di vacanza in automobile con tre

pieni di verde costerà, ai prezzi attuali, 13 euro in più

rispetto al 2004 e 28 sul 2003. Il costo di tre pieni di

benzina, infatti, sarà in media di 184 euro, contro i 171 dell`

anno scorso e i 156 del 2003. Ancora peggio andrà per chi ha

una macchina diesel: tre pieni di gasolio, infatti, costeranno

la bellezza di 168 euro, 28 in più rispetto al 2004 e 40 in

più sul 2003. Insomma, per una settimana di vacanza la spesa

per la benzina subirà un rincaro del 7,6% e quella per il

gasolio un aggravio del 20%, contro un`inflazione secondo

l`Istat ferma all`1,9%“. (ANSA).

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