1 Ottobre 2015

Prezzi, a settembre timidi segnali di risveglio (+0,3%)

Prezzi, a settembre timidi segnali di risveglio (+0,3%)

MILANO I prezzi, sia pure lentamente, danno qualche segnale di risveglio. Dall’ inizio dell’ anno si è passati dalla profonda deflazione dell’ inverno a qualche cenno di crescita in estate, grazie alla ricomparsa dei consumi. Nel mese di settembre, secondo le stime preliminari di Istat, l’ indice nazionale dei prezzi al consumo è calato dello 0,3% rispetto al mese precedente ed è aumentato dello 0,3% nei confronti di settembre 2014, con un’ accelerazione di un decimo di punto percentuale rispetto ad agosto (+0,2%). Nello scorso gennaio l’ inflazione tendenziale era -0,6%. Insomma, i prezzi rimangono sostanzialmente freddi anche se le vendite al dettaglio, a luglio, hanno registrato un confortante +1,7% tendenziale. L’ Italia è in controtendenza rispetto all’ Europa, dove in settembre il tasso annuo di inflazione, secondo Eurostat, è stato pari al -0,1% contro il +0,1% di agosto. In particolare, a determinare la flessione è il nuovo calo dei prezzi dell’ energia (-8,9% annuo, in agosto erano scesi del 7,2%) mentre salgono quelli di alimentazione, alcol e tabacchi (+1,4%). Il lieve rialzo dell’ inflazione in Italia è principalmente causato dai prezzi degli alimentari non lavorati (+3,4%, da +1,9% di agosto) e all’ inversione della tendenza di quelli dei trasporti (+0,8%, da -0,1% del mese precedente). L’ inflazione acquisita per il 2015 scende a +0,1% dal +0,2% di agosto. Tra i vari comparti, il grocery (che comprende alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona) risulta tra i più vivaci: i prezzi aumentano dello 0,6% su base mensile e dell’ 1,3% su base annua (in accelerazione dal +0,7% di agosto). Gli spostamenti sono minimi, ma per Confcommercio l’ ottimismo sul consolidamento della ripresa economica è giustificato dagli ultimi dati Istat su occupazione e inflazione. «Una bassa inflazione associata ad aumenti dei livelli occupazionali – osserva l’ ufficio studi di Confcommercio – è una delle condizioni indispensabili attraverso le quali i redditi delle famiglie possono tornare a crescere sostenendo i consumi che rappresentano la chiave per rendere sempre più solida e duratura la ripresa, ancora debole e soggetta a rischi di varia natura». E poi aggiunge che «il permanere di dinamiche inflazionistiche contenute rappresenta un ulteriore segnale positivo». Per Giovanni Cobolli Gigli, presidente di Federdistribuzione, «la dinamica dei prezzi continua ad essere debole. I consumi crescono infatti troppo poco per sostenere una maggiore vivacità dell’ inflazione. Occorre attuare politiche di incentivazione della domanda interna, supportando il clima di fiducia delle famiglie che appare in rialzo: solo con una significativa ripresa dei consumi il Paese potrà infatti avviarsi verso un solido cammino di ripresa». Pessimista il Codacons, secondo cui di questo passo ci vorranno anni per tornare ad un tasso di crescita dei listini accettabile. Il presidente Carlo Rienzi sollecita nuove liberalizzazioni per «incentivare i consumi e sostenere il commercio». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
emanuele scarci
 

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