23 Settembre 2009

Prezzi, 2009 anno record per i rincari

DA REPUBBLICA.IT
l 2009 si classifica come l’anno record nei ricarichi dal campo alla tavola per effetto del crollo dei prezzi alla produzione agricola medio del 16% al quale ha corrisposto uno aumento al consumo per gli alimentari (+ 0,9 per cento), nove volte superiore al valore medio dell’inflazione.  E’ quanto ha denunciato nel corso dell’ "operazione verità sulla spesa alimentare degli italiani" la Coldiretti in occasione della giornata di mobilitazione promossa dalle Associazioni dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) in Piazza Montecitorio a Roma. I consumatori italiani, sottolinea la Coldiretti, non hanno potuto beneficiare della forte riduzione dei prezzi agricoli che rischia invece di provocare l’abbandono delle campagne con il crollo delle quotazioni ala produzione che nell’ultimo anno sono calate dal 71 per cento per le carote, del 53 per cento per le pesche, del 30 per cento per grano e latte fino al 19 per cento per l’uva, secondo le rilevazioni Ismea ad agosto. Significativo è il caso del prezzo del grano riconosciuto agli agricoltori che è oggi molto piu’ basso di quello di 25 anni fa con le quotazioni che sono scese su un valore di poco superiore ai 14 centesimi al chilo, il 35 per cento in meno rispetto al 1985. Se nel 1985, spiega la Coldiretti, il prezzo del grano era di 23 centesimi al chilo e quello del pane di 52 centesimi, oggi un chilo di grano è venduto al prezzo di circa 14 centesimi mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini a valori variabili attorno ai 2,7 euro al chilo, con ricarico di oltre diciannove volte (+ 1828 per cento). Pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi diventano euro al consumo con il risultato che è stato quindi un aumento della forbice nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola durante il quale i prezzi degli alimenti moltiplicano oggi in media cinque volte. Nello specifico, precisa la Coldiretti, l’aumento è di oltre quattro volte per uva e latte, di oltre cinque per pasta e pesche e di piu’ di sei per la lattuga. Gli italiani spendono 205 miliardi all’anno in alimenti e bevande (141 miliardi in famiglia e 64 fuori) che rappresentano ben il 19% della spesa familiare.

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