18 Settembre 2002

Previsioni nere degli analisti

Previsioni nere degli analisti, anche a settembre la corsa dei rialzi non si fermerà

Inflazione ancora in crescita ad agosto. L`Istat ha ritoccato al rialzo il dato previsionale (+2.3\% annuo con un +0.1\% congiunturale) di fine agosto per fissarlo al 2.4\% tendenziale (ovvero 2.5\% con il calcolo dei tabacchi) e un aumento congiunturale dello 0.2\%. Luglio e giugno avevano registrato un raffreddamento del carovita su base annua (2.2\%), il ritorno di fiamma del mese scorso riporta il costo della vita ai livelli di marzo quando si era toccato un analogo 2.5\%.

Con questo risultato, l`Italia rimane ampiamente al di sopra del limite del 2\% che la Banca centrale europea si è data come obiettivo 2002 per Eurolandia. Le previsioni sono cupe. Anche a settembre correrà. Si stima un 2.5\% annuo con un più 0.2\% mensile.

A pesare di più sulla dinamica dei prezzi, in agosto, sono state le voci “bevande alcoliche e tabacchi“ (+0.7\% rispetto a luglio), a causa dell`aumento dei tabacchi e “trasporti“ (+0.6\%) per gli aumenti stagionali nei servizi dei trasporti aerei e marittimi. L`unica variazione negativa si è registrata per i prodotti alimentari e bevande analcoliche (-0.2\%). Su base annua, invece, gli incrementi più consistenti sono stati quelli di alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+4.2\%), ricreazione, spettacoli e cultura (3.3\%) e altri beni di servizi (+3.2\%).

Il Nordest si conferma ai livelli massimi di inflazione con Venezia (3.2\%) a ridosso di Cagliari (3.3\%) che è stata in assoluto la città più cara. La capitale veneta è però immediatamente seguita da Trieste e Trento (3.1\%). Il livello più basso si è invece registrato a Campobasso, dove l`inflazione su base annua è attestata all`1.6\%.

Inflazione alta, prezzi che continuano a correre e consumatori che replicano all`ostentazione di sicurezza del governo: «Avevamo ragione noi» rispondono all`unisono le associazioni. «Altro che “mere ragioni statistiche“, come si afferma, hanno indotto l`Istat a correggere dati alla “camomilla“ di agosto: è stata la mobilitazione spontanea dei cittadini, che non riescono più a far quadrare i conti ed arrivare a fine mese», sostengono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. E ricordano, ad esempio, come siano poco credibili pesi di circa lo 0.50\% sul paniere, dei servizi bancari ed assicurativi.

La polemica con Istat si riferisce in particolare alla revisione sui dati provvisori di fine agosto. I tecnici dell`Istat hanno spiegato che la rettifica, peraltro piuttosto inconsueta, dipende sostanzialmente dagli arrotondamenti sui decimali calcolati nell`indice. Tra i diversi capitoli di spesa, aggiunge l`Istat, l`unico per il quale in realtà la variazione dei prezzi mensile è stata rivista al rialzo è quella della ricreazione, spettacolo e cultura, il cui incremento ad agosto è stato dello 0.2\% invece del preliminare +0.1\%.

Aumenta la preoccupazione anche fra gli artigiani che sollecitano il governo a verificare attraverso ispezioni fiscali eventuali manovre speculative. Ma il presidente della Confartigianato, Luciano Petracchi, ha pure precisato che «i costi alla produzione sono fermi e, in qualche settore, risultano pure in diminuzione. Il rialzo nel mese di agosto – aggiunge – è dovuto a fenomeni transitori, ovviamente da tenere sotto controllo». Per questo motivo, è opportuno ora istituire l`Osservatorio sui prezzi, previsto dal protocollo del `93.

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