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13 Giugno 2010

previdenza Pensioni basse e bassi contributi

Egregio direttore, leggo su "Libertà" del 12/06 che il 72% delle pensioni in Italia non supera i 1000 euro al mese con i quali devono vivere oltre 8 milioni di lavoratori a riposo. E’ questa la fotografia di ISTAT+INPS. Mi chiedo: la "colpa" di questi bassi assegni è dell’ INPS che non ha saputo gestire i contributi versati dai lavoratori o dai rispettivi datori di lavoro nei loro più o meno 40 anni di attività lavorativa – gestione controllata dai sindacati dei lavoratori stessi -, o della bassa entità dei contributi versati durante la vita lavorativa svolta da ciascun lavoratore decine di anni fa? Mi chiedo inoltre: tolte – forse – Germania, Francia, Belgio, Olanda, Danimarca e Svezia (e ripeto: forse), in Europa quale è la situazione dei lavoratori dell’ ultimo quarantennio ora a riposo (in Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Gran Bretagna, Polonia, Ungheria, Cekia, Boemia, Romania ecc. – chi conosce tutti i paesi della UE è bravo -) che stanno meglio dei lavoratori italiani a basso salario e a bassi contributi ora a riposo? E’ vero, come sostiene la Cgia di Mestre che la spesa previdenziale complessiva in Italia è la più alta d’ Europa, oppure, come sostiene il Codacons, che i pensionati italiani sono i più poveri d’ Europa? Cosa potrebbe fare un governante attuale per ovviare al problema oltre a seguire i consigli di CISL (Bonanni: tagliare le tasse ai pensionati), CGIL (Susanna Camusso preoccupata e basta) e UIL (Domenico Proietti: attendere un futuro migliore)? Ridurre adeguatamente le pensioni del rimanente 28% per spalmarlo sul 72% in sofferenza? Oppure aumentare le pensioni al 72% emettendo un congruo numero di miliardi di Euro in titoli di Stato per innalzare ulteriormente il debito pubblico e avvicinare il tracollo definitivo?

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