11 Ottobre 2012

«Prevedere gli incassi delle multe è come ammettere di aver fallito»

«Prevedere gli incassi delle multe è come ammettere di aver fallito»

 

«Prevedere gli incassi delle multe dell’anno che verrà è sbagliato, perché significa ammettere il fallimento delle politiche di sicurezza stradale e di educazione civica».
Non usa giri di parole Fabio Galli, presidente provinciale e vicepresidente regionale del Codacons, per criticare quella che ormai è una prassi per le amministrazioni locali, ovvero inserire a bilancio preventivo una cifra nella casella delle entrate da sanzioni al codice della strada.
«Un Comune – spiega il rappresentante dell’associazione per i diritti dei consumatori – dovrebbe educare il cittadino al buon comportamento sulla strada, al rispetto delle regole civiche.
Prevedere a bilancio che l’anno prossimo si incasserà una certa cifra grazie alle multe è un controsenso.
Ogni volta che un Comune mette a bilancio preventivo gli incassi da multe, è come se dichiarasse la propria incapacità nella gestione del territorio».
Il ragionamento è applicabile a qualsiasi amministrazione, anche se l’argomento è tornato caldo dopo che l’assessore alla sosta Daniele Sitta ha confermato che per nel 2013 il Comune conta di incassare dai verbali della Municipale qualcosa come il 50% in più rispetto agli anni passati.
Il tutto grazie al Piano sosta: in particolare, se negli ultimi quattro anni le entrate procurate dalle contravvenzioni si aggiravano in media sui 500mila euro (551mila nel 2011), a partire dal 2013, – primo anno solare interamente sottoposto alla nuova regolamentazione – il Comune prevede di incassare 720mila euro, di cui il 10% verrà girato a Modena Parcheggi (la società privata che gestisce in concessione il sistema della sosta cittadino) a titolo di parziale copertura per il servizio di controllo affidatole.
Il Sitta-pensiero è lineare: se da un lato si espande il raggio delle zone soggette alle righe blu, dall’altro il numero di infrazioni è destinato ad aumentare.
Ma sarà davvero così? E poi, è moralmente giusto? «No, da un punto di vista morale è sbagliato – ribadisce ancora Galli del Codacons – anche perché ingenera il sospetto che un qualche Comune si possa accanire contro gli automobilisti per raggiungere l’obiettivo prefissato.
Mettiamo caso che verso la fine dell’anno ci si trova lontano da quella cifra, potrebbero essere spinti a elevare più sanzioni.
Non è giusto nemmeno dare il pretesto per avere questo sospetto».
Del resto quella del Codacons è una posizione condivisa da molti, anche se non riconosciuta pubblicamente.
Iscrivere le multe a bilancio è una prassi di cui ormai le amministrazioni difficilmente potrebbero fare a meno.
«Dovrebbero essere entrate straordinarie: a fine anno gli amministratori dovrebbero ratificare quello che viene.
Inoltre – conclude il presidente provinciale del Codacons Fabio Galli – solo una parte di queste entrate potrebbe essere usate per le spese correnti, mentre il resto dovrebbe essere dedicato alla sicurezza stradale».
nDaniele Franda

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