24 Dicembre 2010

PREVALGONO lo stupore e la rabbia fra i rappresentanti dei 100Autori

PREVALGONO lo stupore e la rabbia fra i rappresentanti dei 100Autori che nella conferenza stampa romana di ieri mattina hanno attaccato duramente i provvedimenti per il cinema nel decreto Milleproroghe, cambiato, dicono, in extremis per le pressioni di distributori e esercenti. Misure, quelle adottate, che giudicano inutili, come la proroga a soli sei mesi degli incentivi fiscali («chi voleva uccidere il cinema ci è riuscito»). L’ associazione che riunisce sceneggiatori e registi annuncia anche nuove iniziative plateali di protesta, ancora da definire, con cui rivolgersi direttamente al pubblico, «per far capire che non chiediamo regali ma solo strumenti per trasformare il nostro settore, che va bene, in un’ industria» dice il coordinatore dei 100Autori Andrea Purgatori. La proroga di sei mesi al tax credit «è inutile, un insulto – aggiunge -. Lo potranno utilizzare solo i film di cui è partita la produzione o che partirà all’ inizio dell’ anno. Quale produttore metterà in cantiere un progetto che inizi a settembre in queste condizioni?». Per i 100Autori, i provvedimenti nel decreto sono frutto di un cambiamento di rotta in extremis: «Avevamo saputo che il governo avrebbe adottato un provvedimento d’ emergenza, che attraverso l’ aumento di un euro sul costo di un biglietto, avrebbe reperito per il rinnovo del tax credit 90 milioni di euro l’ anno per tre anni, più altre risorse. La decisione era presa ed era uscita la notizia – spiega Purgatori -. Poi all’ improvviso è arrivata la smentita del Ministero dei Beni Culturali. E’ evidente che sia successo qualcosa. Infatti esercenti e distributori italiani e stranieri, sono andati a Palazzo Chigi per fare muro all’ aumento del costo del biglietto. Sono arrivati anche a minacciare di smontare i film italiani, dimenticando che il prezzo dei biglietti l’ avevano già aumentato loro da soli, arrivando per il 3d a 12 euro, e su quello il Codacons, stranamente non aveva avuto niente da dire». Un dietrofront quello del Ministero, che porta i 100Autori a chiedere di nuovo con forza «le dimissioni di Sandro Bondi. Se non arriveranno speriamo che passi la mozione di sfiducia. Anche se il nostro obiettivo non è tanto Bondi – dice Purgatori – una figura già sforacchiata, ma Tremonti e tutto il governo che si è piegato a questa lobby». A PROPOSITO di Bondi, ieri il ministro ha rilasciato alcune dichiarazioni circa i giudizi espressi su di lui nei giorni scorsi da Carlo Verdone («Bondi non si è battuto» e «la cultura esce mortificata» per la proroga di soli sei mesi degli sgravi): «Le parole di Verdone mi colpiscono doppiamente – ha detto Bondi -, sia perché lo ammiro come attore e come uomo, sia perché non è vero che non mi sono battuto».

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