11 Maggio 2010

Presunti abusi al Bearzi: caso archiviato

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Udine Paolo Lautieri ha posto la parola fine su una storia di presunta pedofilia, partita a seguito della denuncia che un giovane di 28 anni, un cittadino italiano nato all’ estero, aveva presentato, nel marzo del 2008, per rivelare una serie di presunti abusi subìti tra il 1995 e il 1999 da parte di un sacerdote sessantenne, quando era ospite del Bearzi. Nella vicenda era stato coinvolto anche un altro giovane che dapprima aveva denunciato episodi analoghi, poi però aveva ritrattato inviando ai salesiani una lettera di scuse. Già nel dicembre scorso i pm Lorenzo Del Giudice e Matteo Tripani aveva chiesto l’ archiviazione del caso, ritenendo che non ci fossero indizi sufficienti a sostenere l’ accusa. Ma il giovane che ha accusato il sacerdote di abusi sessuali, assistito dall’ avvocato Vitto Claut, si era opposto. Così l’ ultima parola è spettata al dottor Lautieri davanti al quale, ai primi di aprile, l’ avvocato Vitto Claut ha contestato la tesi dei pm, mentre l’ avvocato Ezio Franz, difensore del sacerdote – al quale i carabinieri avevano perquisito l’ ufficio, la camera da letto e l’ auto, passando al setaccio anche memoria e file del computer, con esito negativo – ha perorato l’ effettuazione di alcuni ulteriori accertamenti e poi l’ accoglimento della richiesta dei due pm. Il gip infine ha accolto la richiesta di archiviazione del caso senza predisporre gli accertamenti chiesti dal difensore ritenendo, presumibilmente, evidente l’ insufficienza di riscontri oggettivi e prendendo atto inoltre che nel frattempo è intervenuta anche la prescrizione. Dopo circa 15 mesi di indagini la vicenda è quindi chiusa definitivamente con grande soddisfazione dell’ attuale direttore del Bearzi don Dino Marcon e di quanti hanno creduto nell’ innocenza del sacerdote accusato. «Per ringraziare il Signore per averci dato la forza di sostenere questa dura prova – ha annunciato don Marcon – giovedì sera, alle 20.30, terremo nella chiesa del Bearzi una veglia di preghiera». La vicenda, caduta in un momento particolamenre difficile per tutta la chiesa trovatasi sotto il tiro dei media non soltanto americani, aveva suscitato polemiche e prese di posizione. In particolare con il giovane, presunta vittima degli abusi, si era schierato il Codacons, mentre a sostegno del prete del Bearzi si erano espressi i sacerdoti – con in testa il vescovo Brollo, l’ arcivescovo emerito monsignor Battisti, i vertici dei salesiani – e altri religiosi, associazioni di genitori, insegnanti e parrocchiani.

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