24 Aprile 2018

Prestito Alitalia, la Commissione Ue indaga

 

MILANO – La Commissione Ue accende un faro sul prestito ponte ad Alitalia da 900 milioni di euro. L’ antitrust di Bruxelles valuterà se il provvedimento che avrebbe dovuto garantire l’ operatività della ex compagnia di bandiera sia un aiuto di Stato illegittimo secondo le norme europee. “Al momento, la Commissione è del parere che il prestito statale potrebbe costituire un aiuto di Stato”, si legge in una nota del braccio esecutivo Ue, che tuttavia si appresta a svolgere “ulteriori approfondimenti”. Intanto i sindacati e l’ azienda trovano l’ accordo per prorogare la cassa integrazione straordinaria di sei mesi fino al 30 ottobre per 1.480 dipendenti. Si tratta di un sacrificio inferiore rispetto agli attuali 1.630 in cassa e ai 1.680 che erano stati chiesti al tavolo dalla compagnia. Il governo italiano, in particolare per bocca del ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda, ha più volte sostenuto che il prestito ponte non distorcerebbe la concorrenza perché concesso a tassi di mercato e perché dovrà essere comunque restituito al Tesoro. La Commissione ribatte però che “la durata del prestito, che va da maggio 2017 fino almeno a dicembre 2018”, è possibile che “superi la durata massima di sei mesi prevista dagli orientamenti per i prestiti di salvataggio”. Inoltre, Bruxelles, “nutre timori” sul fatto che “l’ aiuto non i limiti al minimo necessario” l’ importo. Margrethe Vesta ger, commissaria europea responsabile per la Concorrenza, chiarisce che all’ Italia non saranno fatti sconti. “È compito della Commissione – dichiara Vestager – garantire che i prestiti che gli Stati membri concedono alle imprese siano conformi alle norme dell’ Ue in materia di aiuti di Stato. Verificheremo se il prestito concesso ad Alitalia è conforme a tali norme”. Bruxelles non può spegnere il faro sull’ operazione in un momento in cui altri grandi compagnie europee, come Air France, stanno fronteggiando pesanti scontri con i dipendenti per tornare competitivi in un contesto di concorrenza agguerrita delle low cost. La compagnia francese subirà domani l’ undicesimo gior no di sciopero per l’ aumento del salario. Nell’ aprile dello scorso anno il personale di Alitalia aveva respinto un piano che prevedeva il taglio dei costi e gli azionisti – Cai per il 51% ed Ethiad per il 49% – avevano quindi deciso di chiudere i rubinetti alla compagnia. Di conseguenza, il 2 maggio Alitalia è stata posta in amministrazione straordinaria e nello stesso mese il governo ha concesso all’ impresa un prestito ponte di 600 milioni di euro. Nell’ ottobre successivo è stato erogato un ulteriore prestito di 300 milioni e i commissari straordinari hanno avviato una procedura di gara finalizzata a trovare un acquirente per i beni di Alitalia, a cui partecipano alcuni soggetti, tra cui la tedesca Lufthansa e la britannica EasyJet. Calenda ha spiegato in diverse occasioni passate che il prestito, concesso a un tasso del 9,9%, non è stato ancora nemmeno utilizzato dall’ azienda per i buoni risultati operativi della gestione dei commissari. Ora la Commissione procederà a un’ ulteriore indagine per determinare se i suoi timori iniziali siano fondati. Il Codacons rivendica l’ esposto inviato a Bruxelles proprio per aiuti di Stato illegittimi. “Ancora una volta – commenta il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi – lo Stato ha utilizzato soldi pubblici per salvare una società privata portata alla soglia del fallimento da una gestione scriteriata, costata oltre 8 miliardi di euro ai contribuenti italiani”. La partita di Alitalia si gioca anche sul tavolo romano. Dal primo maggio saranno in cassa 1.030 addetti del personale di terra, 90 comandanti e 360 assistenti di volo. La cassa integrazione a zero ore riguarderà “meno di 300 dipendenti” rispetto ai 317 attuali, ma la cifra sarà stabilita con precisione in successivi incontri tra azienda e sindacati. “Ora occorre continuare a lavorare per trovare un partner industriale per il rilancio della compagnia”, dichiara Antonio Piras, segretario generale della Fit-Cisl. Mentre la FiltCgil ricorda che “il confronto prosegue ora con i tavoli aziendali per il rinnovo del contratto, in scadenza il 30 aprile”.
lorenzo allegrini

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox