4 Maggio 2020

Prestito 25mila euro a imprese un flop, Codacons denuncia banche per maxi ritardi e inefficienze

 

Il prestito fino a 25mila euro a sostegno delle piccole e medie imprese, introdotto dal Decreto liquidità, è stato un flop. Almeno fino adesso. A dirlo è la CGIA che ha riscontrato che nemmeno l’1% delle Pmi ha presentato domanda. Intanto il Codacons denuncia maxi ritardi e inefficienza tra le banche riguardo l’erogazione del prestito, che sembra essere un’ulteriore prova di sopravvivenza più che una misura a sostegno.

Secondo quanto rilevato dalla CGIA, fino allo scorso 30 aprile le banche hanno fatto pervenire soltanto 45.703 domande. Se si tiene conto che la platea delle imprese e dei liberi professionisti interessati per legge da questa misura è costituita da oltre 5 milioni di attività, vuol dire che solo lo 0,9% di queste ultime ha fatto ricorso a questa misura. Non è da escludere che il numero ufficiale sia sottostimato. Molte richieste, infatti, sono ancora in fase di lavorazione presso gli istituti di credito. Tanti imprenditori, infatti, hanno inviato la domanda non correttamente e sono stati invitati a modificarla/integrarla. Pertanto, se si contassero anche le richieste che sono “bloccate” presso gli sportelli bancari che, secondo indiscrezioni, ammonterebbero a circa 250 mila, l’incidenza percentuale delle aziende interessate dal micro prestito fino a 25 mila euro rimarrebbe comunque bassissima. Una misera percentuale del 5,6 per cento.

“Questo flop era prevedibile”, segnala il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo, secondo cui in questo momento particolare le piccole imprese dovrebbero essere sorrette con contributi a fondo perduto. In altre parole, ad indebitarsi è bene che lo faccia lo Stato e non le imprese che con troppi debiti, purtroppo, rischiano di implodere. L’istituto guarda al modello tedesco auspicando che anche in Italia si riproduca l’esperienza maturata in Germania in queste ultime settimane. Per sostenere le piccole imprese, infatti, il governo della Merkel ha erogato, alle realtà con meno di 15 addetti, fino a 15 mila euro a fondo perduto.

“A parità di costi, o quasi, ma con fatturati in caduta libera, – dichiara il segretario della CGIA Renato Mason – se nelle prossime settimane le aziende non avranno a disposizione la liquidità necessaria per far fronte alle esigenze di ogni giorno, nel giro di qualche mese molte di queste saranno costrette a chiudere definitivamente i battenti”.

Sul tema dei prestiti da 25mila euro in favore delle imprese si è espresso anche il Codacons, che ha presentato una denuncia alla Banca d’Italia, dopo aver riscontrato enormi ritardi e inefficienza. L’associazione ha infatti condotto una indagine su 15 istituti di credito per verificare come le banche rispondano alle richieste delle imprese che vogliono accedere al credito garantito previsto dal decreto, scoprendo che su 301 filiali contattate dal Codacons, ben 171 (ossia il 56,8% del totale) nemmeno rispondono al telefono. Il quadro che emerge dall’indagine Codacons “è inquietante, ed evidenzia una scarsa formazione del personale delle varie banche da parte degli organi competenti (Abi e Bankitalia in primis) che finisce, in troppe occasioni, per fare gli interessi degli istituti, rendendo i prestiti un vero e proprio labirinto dove le imprese fanno fatica a muoversi”. La ricerca mette in luce molti ostacoli posti all’erogazione del credito, “che spesso anche in buona fede viene negato a chi non è già correntista della banca, in totale spregio delle disposizioni vigenti e aggravando la situazione di crisi di migliaia di attività in tutto il paese, mentre in questo momento le banche dovrebbero dimostrare massima collaborazione, correttezza e sostegno a chi ne ha bisogno”.

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