Prestiti garantiti dallo Stato «Le banche non danno aiuto»
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fonte:
- Gazzetta del Sud
catanzaro Tiro incrociato sulle banche da parte di Confcommercio Calabria Centrale e Codacons. Dalle rispettive posizioni le due associazioni chiamano in causa gli istituti di credito per la gestione della liquidità stanziata dal governo per sostenere la ripresa dell’ economia attraverso i prestiti alle imprese. Confcommercio parte proprio dalla grave crisi economica causata dall’ emergenza sanitaria che minaccia anche la ripresa di tante attività, «soprattutto piccole e medie imprese che, in assenza di aiuti concreti, cesseranno di esistere per sempre». Per l’ associazione di categoria la situazione si è aggravata «a causa dell’ insufficienza delle misure adottate per affrontare una situazione economico-finanziaria senza precedenti e da gravi lungaggini burocratiche, prime tra tutte quelle degli istituti di credito. La loro inerzia – afferma in una nota – ha provocato ingiustificati e gravi ritardi nella erogazione di aiuti economici alle imprese ormai quasi al collasso». Già nei giorni scorsi critiche erano state rivolte già da esponenti del Centro studi politico-sociali “Don Francesco Caporale” di Catanzaro – Alberto Tiriolo, Fulvio Scarpino, Costanza Santimone, Massimo Maruca, Antonio Torchia e Saverio Macrina – che avevano chiesto alle banche «semplificazione e celerità», denunciando, in caso contrario, «una responsabilità anche morale degli istituti di credito, e di coinvolgimento colposo nella cancellazione dal panorama produttivo di migliaia di aziende e imprese». Conclusioni alle quali era giunto anche Carlo Piroso, presidente dell’ associazione “Liberamente Calabria” e che trovano sulla stessa lunghezza d’ onda Confcommercio Calabria Centrale Catanzaro che sin dall’ inizio della pandemia aveva chiesto misure immediate e procedure semplificate di sostegno alla liquidità delle imprese. «Il ritardo con il quale si è agito e che continua tutt’ oggi – ha dichiarato il presidente di Confcommercio, Pietro Falbo – segnerà la fine di migliaia di imprese del territorio, con ulteriore depauperazione del nostro sistema produttivo». Bastoni tra le ruote Il Codacons si prepara anche a chiedere a Bankitalia delle sanzioni. Nei giorni scorsi ha infatti eseguito un nuovo monitoraggio relativo ai prestiti sotto i 25mila euro garantiti dallo Stato in favore delle piccole imprese, e «i risultati sono, purtroppo, del tutto sconfortanti» afferma l’ associazione. Dall’ 11 al 14 maggio sono state eseguite 120 telefonate alle filiali di dieci istituti di credito, negli orari di apertura. «Nel 61% dei casi non c’ è stata risposta (erano il 56,8% ad aprile), situazione che si ribalta se si contattano i numeri verdi delle varie banche, dove la risposta è assicurata». Per quanto riguarda l’ aspetto centrale, ovvero informazioni sulla possibilità di ottenere il prestito garantito sotto i 25mila, il monitoraggio del Codacons evidenzia quanto già denunciato il mese scorso: «Si sono rilevate pesanti difformità nelle risposte fornite anche fra operatori delle stesse banche, i quali a volte affermano che per ottenere il finanziamento occorre già essere correntisti nello stesso istituto, altre volte sostengono che è possibile anche per i non correntisti accedere al prestito. Molte banche che garantiscono l’ accesso al prestito ai non correntisti chiedono però di recarsi personalmente in filiale per sbrigare le relative pratiche», aggiunge l’ associazione dei consumatori. Il vicepresidente Francesco Di Lieto affonda poi i colpi: «La maggior parte delle banche afferma di procedere con valutazione del merito creditizio del richiedente prima di aprire la procedura di concessione. Tutte situazioni, queste, – evidenzia – che non solo violano le disposizioni del governo, ma rischiano di rappresentare un ostacolo per migliaia di piccole imprese e di rallentare la ripresa economica del paese». Ecco perché gli esiti di questo monitoraggio saranno inviati a Bankitalia, «chiedendo di elevare sanzioni pesantissime contro gli istituti di credito che non rispettano le disposizioni di legge sui prestiti sotto i 25mila euro». fr.ra.
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