6 Maggio 2006

Pressioni sugli arbitri, calcio nella bufera

Pressioni sugli arbitri, calcio nella bufera

Carraro annuncia un`inchiesta senza sconti, Giraudo imbufalito

ROMA Franco Carraro prova ad arginare la marea montante dello scandalo intercettazioni con l`avviso che non ci saranno sconti per nessuno. E intanto la Procura di Roma punta i suoi fari su Luciano Moggi, nell`ambito dell`inchiesta Gea: il direttore generale della Juventus rischia l`iscrizione nel registro degli indagati per illecita concorrenza con minacce e violenza. E in serata va con l`avvocato della Juve da Giulia Bongiorno, il legale del figlio nell`inchiesta Gea. Nel giorno in cui l`amministratore delegato Giraudo da Torino contrattacca parlando di “processo mediatico“ e a tutti precisa che non intende dimettersi, arriva dall`inchiesta dei pm Palaia e Palamara il segnale più duro in prospettiva. In assenza di riscontri penali a Torino sulle influenze del direttore bianconero su Pairetto (ma per la giustizia sportiva “i valori da tutelare sono diversi“, ha avvisato Carraro), resta da stabilire se i magistrati romani saranno dello stesso avviso sull`intreccio di procuratori, giocatori, società per la quale indaga sotto il nome di Gea e Moggi jr., ma da ora anche Moggi senior.Carraro ha infatti detto grazie alla procura di Torino per il suo lavoro e la collaborazione con la Federcalcio (i pm hanno indagato su presunti abusi e poi archiviato l`inchiesta, trasmettendo però le intercettazioni con le pressioni di Moggi sugli arbitri alla Federcalcio), ed estendendo il ringraziamento a quella di Roma ha detto esplicitamente: “Saremo tempestivi e rigorosi. I tempi? Non un giorno, ma veloci: dipende però dall`analisi delle 272 pagine arrivateci da Torino e girate a Roma. La giustizia ordinaria ha più mezzi di quella sportiva… Ma noi potremo procedere anche a stralci“. Tradotto: la prima tranche delle indagini Figc riguarderanno le posizioni degli arbitri citati nelle telefonate intercettate. nSospesi gli arbitri “sospetti“Dattilo, Trefoloni, Dondarini e Bertini ieri non sono stati designati: si tratta per ora di una sospensione per tenerli fuori dalla bagarre, ma per quando a luglio Mattei dovrà fornire gli organici dei direttori di gara della prossima stagione Carraro vuole la garanzia che non vi siano “mele marce“. Nelle telefonate intercettate, oltre a quanto già palesato, comparirebbe il nome di altre società collegate al dg bianconero nelle sue chiamate “arbitrali“. Spuntano nomi inediti, come quelli del presidente Aia Lanese nella veste dei suoi rapporti istituzionali con Bergamo e Pairetto. E non è un caso se ieri dalla Lega di Milano i presidenti riuniti abbiano indicato Collina come designatore, con un`associazione arbitri indipendente.Più definita la questione di Mazzini, il vicepresidente in rotta con Carraro, e anche lui intercettato: non sarà incluso nella lista di dirigenti Figc ai Mondiali, come doveva essere fino a due giorni fa, ma per ora ha manifestato l`intenzione di non dimettersi. Ma la posizione centrale è quella di Moggi: per la giustizia sportiva si profila la possibilità concreta di una lunga squalifica, ma i tempi non si possono prevedere brevissimi. Cosa farà nel frattempo la proprietà Juve? Giraudo ha parlato di “far quadrato“. Di certo, il futuro della Triade (Giraudo, Bettega, Moggi) é meno sicuro.n I tifosi: “Vergognatevi“Intanto il caso intercettazioni scatena reazioni ben fuori dai confini del calcio italiano. In Spagna scrivono “arbitri alla carta“, e la stampa di tutta Europa attacca; fax e mail dei tifosi con espliciti “vergognatevi“ sono già arrivati in Federcalcio (“reazione più violenta che per altri casi analoghi di intercettazioni“); Cicchitto di Forza Italia chiede “di fare chiarezza“ e Scalera della Margherita una “commissione d`inchiesta“; l`Aei – organismo europeo per il rating – chiede alla Juve maggior etica imprenditoriale per non rischiare il declassamento agli occhi degli investitori. E dal Codacons arriva un esposto alla procura e alla Consob. nGiraudo: “Processo mediatico“È l`ennesimo “processo mediatico alla Juventus“, tuona indignato Antonio Giraudo in una conferenza stampa da Torino, dopo che la società che rappresenta è stata messa alla berlina sui principali quotidiani. Ce l`ha con la magistratura, l`amministratore delegato, non per il suo operato nel merito, ma per il mancato rispetto della procedura: “É una incredibile violazione dei diritti fondamentali dei cittadini: non siamo stati neppure informati, se non dalla stampa, di una indagine che ci coinvolgeva e siamo stati accostati a chi ha commesso reati. Perché gli atti di questa inchiesta sono stati distribuiti prima nelle redazioni e poi agli interessati? Il decreto di archiviazione dell`inchiesta con le ultime intercettazioni telefoniche data 29 settembre 2005. Eppure, avevamo fatto richiesta al tribunale di Torino di conoscere i termini di inchieste e intercettazioni. La sentenza doping di Torino aveva disintegrato accuse infamanti, che ci siamo portati dietro per sette anni. Ma in Italia, più dei fatti, contano i polveroni e le chiacchiere“. Giraudo non ce l`ha con la Procura di Torino, che anzi, ritiene “di altissima efficienza e che non ci ha fatto nessuno sconto“ (e, in particolare, afferma di stimare “moltissimo il procuratore capo, Maddalena“), ma con la fuga di notizie e la conseguente gogna mediatica. L`ad bianconero sottolinea che “le frasi collegate a Moggi forniscono un quadro distorto, così come estrapolare le dichiarazioni è un`operazione disonesta. La Juve è uscita in modo straordinario dal processo doping. Il fatto che escano queste intercettazioni pochi giorni prima del termine del campionato, é solo un dato statistico. Non credo che ci sia un complotto“.

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