1 Aprile 2014

Pressioni al ribasso sui prezzi dell’ Eurozona

Pressioni al ribasso sui prezzi dell’ Eurozona

Dopo il calo spagnolo e tedesco di venerdì scorso, la settimana si è aperta con ulteriori indicazioni sull’ andamento dei prezzi al consumo; l’ inflazione preliminare dell’ Eurozona, relativa al mese di marzo, ha infatti sorpreso al ribasso, confermando il trend già delineato dai dati sotto le attese di Spagna e Germania. La lettura preliminare dell’ indice dei prezzi al consumo ha segnato una crescita appena dello 0,5% su base tendenziale, in calo rispetto al consenso a +0,6% e dal +0,7% del dato di febbraio, già sui minimi da novembre del 2009. Anche l’ Italia nel mese di marzo ha visto i prezzi in raffreddamento, registrando un nuovo minimo storico con l’ inflazione allo 0,4%, contro lo 0,5% di febbraio; il Codacons, commentando i numeri Istat sull’ inflazione, ha affermato che “è una buona notizia che i prezzi siano scesi, anche se ovviamente la ragione di questa diminuzione è il drammatico crollo dei consumi e la difficoltà che hanno le famiglie ad arrivare a fine mese”. Il dato sulla dinamica dei prezzi, nell’ area euro e in Italia, ha spostato l’ attenzione del mercato sul meeting della Bce, in agenda giovedì prossimo, durante il quale saranno comunicate le decisioni sui tassi di interesse e la direzione da seguire sul fronte della politica monetaria per prevenire il peggioramento dell’ outlook di lungo termine dell’ inflazione. Il mercato ha inoltre ascoltato con attenzione le parole del presidente della Fed, Janet Yellen, che oggi pomeriggio ha fatto “retromarcia” sul tempo che intercorrerà tra la fine del QE e il primo rialzo dei tassi, affermando che il sostegno di tassi di interesse bassi è ancora necessario per l’ economia statunitense. Nel frattempo, sul mercato obbligazionario lo spread tra il Btp benchmark decennale e il Bund di Berlino è in discesa a 173 basis points, sui minimi da gennaio 2011, con il titolo di Stato italiano che prezza un rendimento del 3,3%; in ribasso anche il differenziale tra Spagna e Germania, che segna invece 168 centesimi, per un tasso retributivo del 3,24%. Fra gli altri dati macro in agenda oggi, si segnala il balzo delle vendite al dettaglio tedesche, che a febbraio hanno registrato una crescita dell’ 1,3% su base mensile, battendo le previsioni degli esperti. In Francia, invece, il Pil del quarto trimestre ha confermato un rialzo su base trimestrale dello 0,3%; per lo scorso anno, inoltre, il deficit di bilancio della Francia si è attestato al 4,3% del Pil, in calo dal 4,9% precedente, ma in rialzo rispetto al target del Governo.

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