20 Marzo 2020

Pressing sul prefetto: ora linea dura

Bolzano. C’ è ancora gente per le strade. C’ è ancora troppa gente che non ha capito cosa sta accadendo. È un dato sotto gli occhi di tutti, purtroppo, e lo ha ribadito anche il presidente Arno Kompatscher nel corso della consueta conferenza stampa per fare il punto della situazione nella nostra provincia, annunciando la linea dura con controlli in tutti i comuni dell’ Alto Adige. «Ci saranno denunce e multe» ha tuonato il presidente, che ha anche annunciato d’ aver chiesto al prefetto e ai sindaci di attuare misure ancora più drastiche per convincere gli ultimi riottosi sulla necessità di rispettare le regole, così da interrompere finalmente il contagio. Nel mirino, purtroppo, sono gli anziani che sembrano non avere ancora chiaro quanto sia importante che ogni singola persona si attenga alle disposizioni. «Sembra incredibile – tuona il sindaco di Bolzano, Renzo Caramaschi, pur sottolineando come, in giro per la città, ieri, ci fossero molte meno persone di mercoledì – perché non capiscono che il comportamento di pochi sconsiderati rischia di vanificare gli sforzi di chi, e sto parlando della maggioranza dei bolzanini, rispetta le regole e non esce di casa. Capita spesso di sentire discorsi fatalisti di persone di una certa età. “Ah, io sono vecchio, non mi importa di morire” dicono. Un discorso assurdo – attacca ilo sindaco – perché, oltre ad agevolare la diffusione del virus, andranno ad occupare preziosi letti in ospedale». Discorso analogo per i genitori che lasciano giocare i proprio figli insieme ad altri ragazzi. Si tratta di comportamenti che, come viene ripetuto da settimane, vanno assolutamente evitati. Eppure, c’ è ancora chi se ne va a passeggio con amici o familiari, chi chiacchiera agli angoli delle strade, o chi non rinuncia a una corsa che, seppur consentita, potrebbe essere sicuramente posticipata. Quanto sia importante interrompere ogni possibile via al contagio lo dicono, purtroppo, gli ultimi dati aggiornati: in Italia, le vittime sono finora 3405, più di quelle in Cina, e ogni giorno i nuovi contagiati sono 4 mila. E sono gli stessi medici cinesi che servono misure più rigide. C’ è chi parla di impiegare l’ esercito per garantire controlli più ferrei e, in queste ore, molti sindaci e governatori ne hanno chiesto l’ impiego al Viminale. Tra questi, anche il primo cittadino di Merano Paul Rösch che, almeno per il momento, avrebbe ricevuto un diniego dal prefetto Vito Cusumano. «Prima di poter impiegare l’ esercito – spiega Caramaschi, che mercoledì ha chiuso tutti i parchi cittadini – occorre chiarire bene quali compiti e quali poteri avranno i militari. Sono aspetti fondamentali, poi si può parlare di impiegarli».L’ esposto del CodaconsContro gli incoscienti, scende in campo anche il Codacons che, ieri, ha presentato un esposto a 104 procure della Repubblica di tutta Italia e, tra queste, c’ è anche quella di Bolzano. Esposto in cui si chiede di indagare i responsabili per il reato di concorso in epidemia. «Chiediamo alla magistratura di attivarsi anche in Trentino Alto Adige contro chi mette a rischio la salute pubblica e vanifica gli sforzi di quanti, in questi giorni, stanno facendo sacrifici per rimanere a casa chiudendo negozi e attività – spiega il presidente Carlo Rienzi – In tutta Italia si ha notizia di assembramenti ingiustificati nei parchi, sulle panchine, su litorali e spiagge e in altri luoghi pubblici, e di cittadini che continuano a uscire di casa senza averne alcuna necessità. Costoro vanno identificati e verso di loro le Procure dovranno agire per il reato di concorso in epidemia. Anche chi fa jogging, in assenza di preciso certificato medico che prescriva attività sportiva all’ aperto, incorre nello stesso reato». L’ articolo 438 del Codice penale stabilisce che “Chiunque cagiona un’ epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l’ ergastolo”. I soliti furbettiMartedì, la polizia ha fermato tre ragazzi di Brunico e di Monguelfo vicino al parco delle Religioni, a Bolzano. Quando è stata chiesta loro l’ autocertificazione, i giovani hanno candidamente ammesso di essere nel capoluogo per comperare droga e, per confermarlo, hanno mostrato il bilancino di precisione che sarebbe servito a pesare lo stupefacente. Sono stati denunciati. E denunciato anche il 32enne che, incurante dei divieti, si allenava nell’ area attrezzata vicino al campo Righi. Agli agenti ha spiegato di non essersi accorto del divieto, nonostante ci fosse un cartello e l’ area fosse delimitata con un nastro.

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