8 Dicembre 2012

Pressing per salvare le catene da neve

Pressing per salvare le catene da neve

 

 

Il parere del dirigente della Motorizzazione civile trentina, Elio Grossi, riassume il tenore delle reazioni registrate in Italia sull’ ipotesi di vietare l’ uso di catene da neve e di imporre quello di pneumatici: «Mi sembra una sciocchezza, una trovata estemporanea che mi auguro finisca su un binario morto». A scatenare la rivolta è stata, ieri, la notizia sul pasticciato via libera in Senato a un emendamento del Pdl (firmato Enzo Ghigo e Antonio Paravia) accolto dal governo nel disegno di legge che converte il decreto «sviluppo». In sostanza, i due senatori sono riusciti a far passare una norma, di interpretazione dubbia (vedi il box sopra con i «chiarimenti» ministeriali), che potrebbe costringere a dotarsi di gomme da neve chiunque usi la macchina anche fuori del centro urbano. La legge demanda all’ ente gestore di ogni strada la formalizzazione del provvedimento, il che crea altra confusione e regole a macchia di leopardo. Tra le reazioni indignate che maggiormente si sono fatte sentire, figura quella dell’ Associazione sostenitori amici polizia stradale (Asaps), la quale, pur sottolineando l’ utilità e la praticità degli pneumatici invernali, difende la normativa attuale che prevede in alternativa l’ uso delle catene (anche in Trentino, fino al 31 marzo, vige l’ obbligo di essere attrezzati con l’ uno o l’ altro «mezzo antisdrucciolevole»). Il sodalizio ricorda inoltre che in qualche caso, per esempio i passi di montagna, il montaggio delle catene è necessario per procedere in sicurezza. «Senza dimenticare – insiste l’ Asaps – che su pendenze oltre il 2% i veicoli pesanti non ce la fanno senza catene». Anche Grossi conferma che in situazioni estreme (grande quantità di neve e percorsi molto ripidi) le gomme termiche possono non bastare, tuttavia ricorda che esse sono consigliabili sia per la comodità sia perché consentono di evitare il rischio rappresentato dalla fase di attesa, quando l’ automobilista tergiversa troppo prima di montare le catene sugli pneumatici estivi. «Ciò detto – osserva il dirigente – pensare di vietare le catene è davvero eccessivo e fuori luogo. Quanto alle gomme termiche, ricordiamoci che col prezzo aumentano anche le prestazioni, ma soprattutto teniamo presente che dopo tre stagioni vanno sostituite anche se il battistrada è ancora buono, perché il processo naturale di indurimento del materiale le rende poco performanti. In ogni caso, facciamoci guidare dalla prudenza: pneumatici speciali, catene e abs sono solo ausili, non garanzie assolute». Per tornare all’ emendamento-rebus, sia l’ Asaps sia il Codacons (che annuncia un esposto) parlano di motivazioni inconfessabili e poco nobili: l’ iniziativa sarebbe solo un modo per aiutare i produttori di pneumatici (la cui organizzazione di categoria, Assogomma, peraltro minimizza la reale portata delle norme). Fra l’ altro, il Pdl, dopo la svolta astensionistica nei voti parlamentari, non potrà nemmeno sostenere in aula il testo. Nel polverone sollevato da questa vicenda, ieri è parso comparire uno spiraglio di luce, in seguito alla netta presa di posizione del Partito democratico. Dapprima con il vicepresidente dei senatori, Luigi Zanda, secondo il quale la norma «obbligherebbe milioni di automobilisti a spendere dai 500 agli oltre 1.500 euro e dunque va assolutamente corretta». Poi, con il deputato Michele Meta, capogruppo in commissione trasporti, che ha preannunciato la richiesta esplicita di soppressione dell’ emendamento prima del voto della prossima settimana. Z. S.

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