Pressing del governo per l’ Ema a Milano
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Patrizia Antonini BRUXELLES Salgono le quotazioni di Amsterdam, in pista con Milano tra le cinque front-runner, assieme a Copenaghen, Vienna e Bratislava, nel risiko per la conquista dell’ Agenzia europea per i medicinali (Ema) che come l’ Autorità bancaria (Eba) dovrà lasciare Londra per la Brexit. I corridoi del vertice Ue sono stati occasione per le grandi manovre sulle alleanze in vista del voto segreto a tre turni, del 20 novembre, al consiglio Affari generali, quando due città emergeranno vincitrici tra le 19 candidate ad accogliere l’ Ema, e nove l’ Eba. «Milano ha buone carte da giocare e ne esce bene, perché ci hanno lavorato tutti», afferma il premier Paolo Gentiloni, che ci tiene a sottolineare il lavoro di squadra. «Il pressing diplomatico è notevole», spiega, «e la nostra industria farmaceutica ha una sua forza». «Saremo combattivi fino all’ ultimo secondo utile», avverte anche il ministro dell’ Agricoltura Maurizio Martina. Ma il Codacons rema contro. L’ associazione ha scritto alla Commissione Ue chiedendo di rigettare la candidatura di Milano «perché l’ ente sarebbe sottoposto alle pesanti influenze dei produttori di farmaci e non potrebbe svolgere il proprio ruolo e i propri compiti con la serenità e l’ indipendenza necessarie». Intanto l’ Italia tira dritto nel massimo della confidenzialità, e così si preferisce non scendere nei dettagli sull’ ipotesi di una cordata mediterranea lanciata dalla Grecia alcuni giorni fa (che per Ema corre con Atene). Ad impegnarsi a tutto campo nello shopping di voti per conquistare l’ Ema è stata anche l’ Olanda. «Ho sottolineato l’ importanza dei collegamenti aerei e la buona posizione di Amsterdam in fatto di mobilità; ho cercato così di accaparrarmi più consensi possibili, ma lo hanno fatto anche gli altri», sintetizza il leader dei Paesi Bassi Mark Rutte. Anche in questo caso il lavoro «resta dietro le quinte», sebbene sia facile immaginare un intreccio di scambi, almeno al secondo turno, col Belgio (che candida Bruxelles per Ema e Eba) e il Lussemburgo, a sua volta schierato per l’ Autorità bancaria, contro Dublino, Vienna, Varsavia, Francoforte, Parigi e Praga.
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