18 Ottobre 2013

Presot: «Facciamo un Centro per l’ amianto»

Presot: «Facciamo un Centro per l’ amianto»

di Fabio Malacrea wMONFALCONE «Mettiamo assieme i risarcimenti che ci sono stati riconosciuti dal tribunale di Gorizia e imprimiamo una forte accelerata per vedere a Monfalcone la nascita di un Centro amianto». Questo l’ appello alle amministrazioni del sindaco di Staranzano Lorenzo Presot alla luce della sentenza che ha messo fine al primo atto del maxi-processo amianto, con 13 condanne a poco più di 55 anni complessivi di carcere. In effetti ammontano a quasi 450mila euro le provvisionali che il giudice Matteo Trotta ha riconosciuto come risarcimento alle amministrazioni che si erano costituite parti civili nel maxi-processo: 75mila al Comune di Monfalcone, 106mila alla Provincia di Gorizia e 250mila alla Regione. Sommate a quelle riconosciute ad altri soggetti – Inail (250mila), Fiom-Cgil (75mila), Aea (25mila) e Codacons (7mila) – la somma lievita a quasi 800mila euro, cui si sono aggiunte in sede processuale quelle riconosciute ai familiari di alcune vittime, risarcimenti che potrebbero ulteriormente aumentare in sede civile. Il presidente della Provincia Enrico Gherghetta ha anticipato di voler destinare i suoi 106mila euro allo smaltimento dell’ eternit; l’ Aea, dal canto suo, ha affermato che i suoi 25mila serviranno alla ricerca e all’ assistenza e cura delle persone malate. Il sindaco di Staranzano Presot lancia però un invito ai suoi “colleghi” delle amministrazioni per evitare di disperdere in mille rivoli queste risorse, riconoscendo nel contempo «alle famiglie delle vittime e all’ Aea il merito di aver portato a termine una battaglia diffficilissima». «Il mio auspicio – afferma Presot – è che le amministrazioni del territorio cambiano marcia nella prospettiva della realizzazione di un Centro di riferimento per le malattie asbesto-correlate all’ ospedale di San Polo a Monfalcone, per favorire la ricerca, la cura e l’ assistenza delle persone malate. Questi indennizzi – continua Presot – assieme a quelli che potrebbero arrivare in sede processuale, potrebbero fornire una solida base di partenza». Presot si rivolge prima di tutto alle amministrazioni, fermo restando – afferma – che in un secondo tempo, potrebbero affiancarsi anche sindacati e istituzioni, «non certo l’ Aea – continua – che ha già annunciato di voler destinare i suoi fondi a ricerca e assistenza. Unire gli sforzi – spiega il sindaco di Staranzano – significherebbe dare concretezza a una sentanza che, sul piano pratico, ha un valore più simbolico che pratico. E che comunque è servita a smuovere coscienze e a dare giustizia a tante vittime». «È stata una sentenza comunque importante – conclude Presot – servita a dare un nome e un cognome ai responsabili di una strage» ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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