14 Agosto 2020

«Presìdi nei luoghi della movida» Adesso il Ferragosto fa paura

«Gli appelli ai giovani a rispettare le regole in discoteca? Li abbiamo fatti e continuiamo a farli in occasione del Ferragosto ma anche nei prossimi weekend perché la situazione resterà delicata anche oltre il 15. Appelli al buon senso dei gestori delle discoteche e ai ragazzi in arrivo, che per fortuna sono tanti». A parlare è il sindaco di Riccione Renata Tosi alla vigilia del weekend più caldo dell’ estate. Parole che inquadrano la giusta chiave di lettura delle pulsioni contrastanti che corrono in lungo e in largo da Comacchio a Cattolica. L’ entusiasmo per i tanti arrivi da una parte e la paura che la situazione possa sfuggire di mano nei locali e nelle discoteche, dove le serate promettono dj set con nomi altisonanti e di richiamo per migliaia di giovani, dall’ altra. Il tutto mentre a Roma il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo invoca «la chiusura delle discoteche, per gli assembramenti troppo pericolosi» e in Emilia-Romagna il Codacons minaccia di denunciare la Regione e i locali per epidemia colposa in caso di contagi e chiede ai Prefetti di «chiudere le discoteche all’ aperto e al chiuso nelle giornate di venerdì 14 e sabato 15 agosto» scatenando l’ ira del presidente del sindacato dei locali da ballo della Provincia di Rimini Gianni Indino. «Non è chiudendo i luoghi – ha attaccato – che si controllano i giovani, anzi si dà il via all’ abusivismo incontrollabile. Il Codacons appartiene alla schiera dei denigratori per partito preso seduto in prima fila per un po’ di notorietà». Lo stesso Indino aveva risposto sempre ieri al j’ accuse del presidente del Silb di Bologna Oliviero Giovetti che aveva puntato il dito contro alcuni gestori delle discoteche della Riviera «responsabili degli assembramenti per il mancato rispetto delle capienze ridotte». «Posso assicurare – ha detto Indino – che i gestori qui rispettano le regole che il Silb è contro chi non le osserva». Una querelle, quella interna al sindacato regionale, che rende bene l’ idea del nervosismo che serpeggia sul tema. Quanto all’ auspicio del Codacons sul fronte chiusure, l’ ipotesi non sembra essere presa in considerazione. Mercoledì il Prefetto di Rimini (nella cui Provincia sono state chiuse 3 delle 4 discoteche fermate in Riviera) ha parlato chiaro. «Ci saranno presìdi fissi nei luoghi del divertimento – ha spiegato Giuseppe Forlenza – e agenti in borghese, tutte le misure dovranno essere rispettate». Una visione ribadita anche ieri pomeriggio, sempre a Rimini, dove in Prefettura si è svolto un tavolo tecnico alla presenza dei vertici delle forze dell’ ordine. L’ assessore alla sicurezza del Comune di Rimini Jamil Sadegholvaad spiega che «è necessario appellarsi soprattutto al senso di responsabilità dei giovani perché ritengo che la maggior parte dei gestori delle discoteche stia facendo davvero tutto il possibile per evitare certe situazioni. Non credo sia stato un paradosso aprire le discoteche e al contempo sanzionare gli assembramenti perché una via di mezzo è possibile. Difficile, certo, ma possibile. Anche perché parliamo di un settore vitale per la nostra economia turistica». A Misano, dove a pochi chilometri di distanza coabitano le discoteche Byblos e Villa Delle Rose, entrambe chiuse per assembramenti (e già riaperte), il Living e il Peter Pan, l’ amministrazione comunale ha incontrato in Municipio i gestori in un faccia a faccia «chiedendo il rispetto delle regole e dei protocolli regionali». A Cervia invece sono scesi in campo i bagnini. «Dobbiamo evitare gli eventi che generano assembramenti in spiaggia anche involontari», spiegano dalla cooperativa. «L’ estate – continuano – non termina a Ferragosto. Dobbiamo fare in modo che i turisti continuino a prenotare ombrelloni e lettini anche nelle prossime settimane. Quest’ anno la responsabilità del singolo è imprescindibile per gli interessi della collettività».
enea conti

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