13 Luglio 2019

Presidi, concorso salvo: via a oltre 2mila assunzioni

il consiglio di stato sospende la sentenza del tar per urgenza attesa la graduatoria. in puglia in circa 800 non avevano superato gli scritti
Il concorso dei presidi va avanti. La sesta sezione del Consiglio di Stato presieduta da Sergio De Felice ha sospeso gli effetti della sentenza del Tar del Lazio (di una settimana fa) che aveva rilevato dei vizi e disposto la ricorrezione dei compiti dei ricorrenti esclusi. Via libera, dunque, alle assunzioni. Ma il Consiglio di Stato non è entrato nel merito di quanto disposto dal Tar. In sostanza – si legge nel dispositivo – «a prescindere dal merito delle questioni devolute in appello e da ogni valutazione sull’ effettiva portata invalidante dei vizi dedotti, sulla base di un bilanciamento di tutti gli interessi in conflitto e alla luce di una valutazione comparativa degli effetti che sarebbero scaturiti dall’ esecuzione dell’ appellata sentenza, con particolare riguardo all’ incidenza sull’ assetto organizzativo dell’ amministrazione della scuola in prossimità dell’ inizio del nuovo anno scolastico deve ritenersi preminente l’ interesse pubblico alla tempestiva conclusione della procedura concorsuale». L’ interesse pubblico, per l’ urgenza, in questo caso vale di più di quello privato. Soddisfatto il ministro Marco Bussetti. Sono 2.050 le assunzioni che verranno fatte. «Bene la sospensiva del Consiglio di Stato: procederemo ora senza indugio con la pubblicazione della graduatoria». Bussetti ha chiarito che c’ è da anni una emergenza, anche del 50%, dei dirigenti scolastici, che ha imposto la necessità delle reggenze nelle scuole italiane. «Ora tamponeremo quasi totalmente il fenomeno, avremo dirigenti in quasi tutte le scuole, ci saranno reggenze ma minime». I ricorrenti che hanno avuto ragione dal Tar del Lazio sono circa 2mila. Per loro la porta del concorso, malgrado la sospensiva, non è definitivamente chiusa. In Puglia su mille partecipanti al concorso, solo 200 candidati sono stati ammessi all’ orale, gli altri 800 sono invece stati tagliati agli scritti. Il Consiglio di Stato dovrà entrare nel merito di quanto disposto dal Tar nell’ udienza pubblica fissata per il prossimo 17 ottobre. C’ è dunque tempo per trovare una soluzione adeguata. I ricorrenti non demordono. «La decisione del Consiglio di Stato, che era prevedibile, è tutta fondata sull’ urgenza, ma non smentisce assolutamente la decisione nel merito del Tar Lazio – spiegano i legali dei ricorrenti – sull’ incompatibilità di diversi componenti delle Commissioni». Non va dimenticato – aggiungono – «che già nel 2011, per il concorso dirigenti scolastici per la Lombardia, il Consiglio di Stato fece una pronuncia cautelare identica, salvo poi annullare le correzioni con la sentenza di merito. Questa decisione, quindi, rafforza la necessità di una sanatoria, ad esempio attraverso un corso concorso, come già accaduto nel 2015». Quanti saranno gli assunti? I nuovi dirigenti che prenderanno servizio a decorrere dal primo settembre sono 2.050. Le graduatorie dei precedenti concorsi per dirigenti scolastici sono esaurite, da qui l’ urgenza di porre rimedio. Lo stop del Tar e ora l’ intervento del Consiglio di Stato ha provocato polemiche da parte dell’ opposizione. «Dispiace che tanti bravi docenti, che hanno a lungo studiato per questo concorso, subiscano gli effetti degli errori commessi dall’ amministrazione. Il solito pasticcio. E a pagare è sempre l’ organizzazione scolastica», ha commentato la senatrice del Pd Vanna Iori, capogruppo Pd in commissione Cultura al Senato. «La scuola non può attendere oltre, bene quindi il ministro Marco Bussetti quando afferma che si procederà ora senza indugio alla pubblicazione delle graduatorie e alle assunzioni. Lo dobbiamo alla scuola, agli insegnanti, agli studenti e alle famiglie», ha commentato la leghista Cristina Patelli membro della Commissione Cultura della Camera. Soddisfatti, invece, i sindacati della scuola. «L’ azione legale a tutela di chi si è sottoposto alla procedura concorsuale e ha superato tutte le prove al momento è risultata vincente – commenta Marcello Pacifico, presidente Udir, una delle associazioni dei dirigenti scolastici, commentando la sentenza del Consiglio di Stato sul concorso per i presidi – dal 1° settembre i candidati che entreranno in ruolo potranno finalmente coprire quel fabbisogno di organico che da anni registriamo nella dirigenza della scuola pubblica con posti vacanti dati in reggenza. Annullare l’ intera procedura non era la soluzione più consona e per ora il Consiglio di Stato ci ha dato ragione. La battaglia legale continua fino alla definizione del merito in udienza pubblica presso la sesta sezione del Consiglio di Stato». E il Codacons, che si era opposto al ricorso del Miur, rende noto che l’ associazione continuerà la sua battaglia a tutela dei candidati «danneggiati da prove irregolari».

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